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Museo Naturalistico del Frignano

Il Museo Naturalistico del Frignano è sorto per iniziativa del LIONS Club di Pavullo e del Frignano, nella ricorrenza del 20° anniversario di fondazione (1982), durante la presidenza del dott. Giuseppe Lami e con la collaborazione dell'Accademia scientifica, letteraria e artistica "Lo Scoltenna" del Frignano, allora presieduta dal socio Lion dott. Ferruccio Minghelli, che dedicò all'attuazione di quest'opera il suo impegno, le sue conoscenze e soprattutto il grande amore che nutriva per la sua terra frignanese.

Interamente dedicato al territorio del Frignano, il Museo raccoglie numerosissimi esemplari della flora e della fauna locali, dalla pregevole campionatura di reperti botanici e di essenze arboree tipiche delle montagne circostanti (castagno, pioppo nero, prugnolo, sambuco rosso, agrifoglio, tasso ecc.) alla ricca collezione di animali impagliati. Quest'ultima include esemplari di ungulati, come daini, cervi e addirittura un muflone, animale ormai estinto sugli Appennini, di uccelli locali (cuculo, poiana, falco pescatore, barbagianni, civetta, airone cenerino, ghiandaia, gazza ladra) o di passaggio (cicogna bianca), di carnivori diurni e notturni (faina) nonché di roditori (tasso, ghiro, scoiattolo).

Il territorio è illustrato in un plastico al 25.000, sul quale sono rappresentate le curve di livello tracciate sulla base cartografica I.G.M. e mostra fedelmente l'orografia e l'idrografia del Frignano.

Una sezione del museo è dedicata all'entomologia e comprende una discreta raccolta di lepidotteri, coleotteri, ditteri e imenotteri; un'altra ai funghi e alle muffe, mentre alcune vetrine accolgono esemplari di uova di volatili.

Molto interessanti, soprattutto dal punto di vista scientifico per la loro unicità, sono gli erbari dei botanici Lunardi, Mori e Riva, che comprendono alcune migliaia di specie arboree ed erbacee tipiche del nostro territorio.

Un'altra sezione ospita una raccolta di minerali e fossili del Frignano, assieme ad alcuni campioni dei diversi tipi di suoli della stessa regione: sono profili pedogenetici elaborati dall'Università di Padova. Alcuni pannelli esplicativi illustrano il processo di fossilizzazione ed i principali affioramenti dell'Appennino modenese, mentre un ampio riquadro rappresenta la Pangea ed illustra le diverse fasi di trasformazione subite dalle terre emerse, nel corso del processo di deriva dei continenti. Infine un globo sezionato mostra la struttura interna della terra e un pannello illustra le ere geologiche.

Il Museo è attualmente collocato presso il Convento dei Padri Cappuccini di Pavullo, in via Rainaudo. Fa parte del Sistema Museale Provinciale ed è iscritto all'Associazione Nazionale Musei Scientifici (A.N.M.S.). Per qualsiasi ulteriore informazione o per fissare visite, si può telefonare al coordinatore del museo dott. Giuseppe Lami (tel. 0536-20103) oppure all'Associazione Pro-Loco del Comune di Pavullo (tel. 0536-20358).