La spedizione alpinistica "MONZINO" portò gli italiani sul Monte Everest nel maggio 1973. All'impresa prese parte anche LUIGI BERNARDI, nato a Sant'Anna Pelago (Pievepelago) il 4-1-1941, già nazionale azzurro di sci di fondo.
La colossale spedizione (1.500 portatori) fu organizzata dal Comando Militare Italiano con scopi scientifici e vide la partecipazione di 60 italiani, dei quali 33 erano gli scalatori veri e propri: tra questi ultimi c'era anche Luigi Bernardi, allora di 32 anni, agente di Pubblica Sicurezza.
Notevoli le difficoltà incontrate (tra cui la caduta di un elicottero d'appoggio) e superate, fino allo ultimo campo-base. Nel gruppetto giunto a poca distanza dalla cima c'era pure Luigi Bernardi, e si decise che i primi a raggiungere la vetta fossero scalatori dell'Esercito, i meno preparati all'impresa: le difficoltà incontrate da questi a giungere alla quota di 8.848 metri e le mutate condizioni meteorologiche sconsigliarono poi ulteriori salite, cosicché Bernardi dovette "accontentarsi" di giungere a un palmo dal tanto agognato traguardo.
Al rientro in Italia furono accolti in modo trionfale e furono ricevuti dal Papa e dalle Autorità Civili e Militari. A Pievepelago, Luigi Bernardi fu premiato dal Sindaco, Battista Colò, e fu al centro di manifestazioni rievocative in occasione del 10° e del 20° anniversario dell'impresa.