Fausto Coppi e il Frignano

I rapporti tra "Il Campionissimo" e il Frignano sono stati numerosi e di vario genere, iniziati agli albori della sua carriera e terminati, in pratica, con la sua prematura morte.

Negli annali del ciclismo italiano resta "storica" la tappa del GIRO D'ITALIA del 28 maggio 1940 (altre cronache giornalistiche riportano la data del 29 maggio): sul passo dell'Abetone, dopo essere salito in mezzo ad una bufera, transitò in testa un giovane ancora sconosciuto, il cui nome era FAUSTO COPPI. Vincendo quella tappa "Firenze - Modena", iniziò la sua luminosa e irripetibile carriera. Proprio per questo motivo, per ricordare il 60° anniversario di quell'impresa, il Giro d'Italia dell'anno 2.000 tornerà a ripercorrere quelle strade.

Nel maggio 1953, era in una seduta di allenamento, con la sua squadra della "Bianchi", nella salita della S.S. n.12, che collega Maranello a Serramazzoni: essendo già caldo, tutta la squadra si fermò alla celebre "fontanina" della Bastiglia, a circa 3 Km. da Serramazzoni, per dissetarsi. Dionigi Carlini, corridore dilettante, era là: per fortuna aveva anche una macchina fotografica e scattò così una foto, divenuta poi famosa. Una lapide commemorativa di quell'episodio è stata poi posta in quel luogo.

Già presente, come detto sopra, sulle strade frignanesi, Fausto Coppi venne in diretto contatto con i Dirigenti Ciclistici Pavullesi in occasione della “Milano – Vignola” del 1956: infatti il Sig. Trento Montanini diede al grande Fausto una “chiave del 10”, che la cercava per regolare il manubrio della sua bicicletta. Questo fortuito incontro fu il primo di numerosi altri, che permisero una bella “relazione” tra il Campionissimo e i Dirigenti Pavullesi. Poco dopo, infatti e sempre nel 1956, Trento e Fausto tornarono ad incontrarsi a Novi Ligure (Alessandria) presso la Ditta dei fratelli Rinaldo e Mario Fiorelli, che costruivano le biciclette da corsa”Corsano”.

Il primo incontro tra Fausto Coppi e Romeo Venturelli avvenne nel 1957, sempre a Novi Ligure: nel recarsi a Sanremo per una gara dilettantistica, Romeo e Trento Montanini si fermarono a salutare Fausto, costretto a letto per una frattura al bacino, dovuta a una caduta durante il Giro di Sardegna.

Nel corso del 1958 si fecero molto più numerosi gli incontri tra Fausto Coppi e i Dirigenti Pavullesi.
Trento Montanini era a Reims in occasione del Campionato del Mondo per seguire da vicino Romeo Venturelli, ma numeosi furono gli incontri anche con Fausto.
Un altro incontro fu a Pavullo, dove Coppi era accompagnato dal suo massaggiatore Biagio Cavanna.
Di nuovo a Novi Ligure, dove Romeo Venturelli vi rimase per una settimana di allenamenti: alla partenza Fausto regalò a Romeo due tubolari Dunlop che Romeo montò sulla sua bicicletta nella vittoriosa gara a cronometro “Modena – Pavullo”.
I Dirigenti Pavullesi organizzarono il rifornimento di Fausto durante il Giro dell’Emilia: dopo la gara, venne a Pavullo, dove pernottò per una notte, accompagnato dalla Sig.ra Occhini e da suo figlio Faustino. Addetto alla distribuzione delle borracce (contenenti miele, biscotti al Plasmon e caffè d’orzo), in questa occasione, fu il Sig. Benedetto Benedetti che le consegnò nel passaggio per la Masera.
Altro incontro a Novi Ligure dai fratelli Fiorelli.
Fausto venne a Pavullo dopo la “Milano – Vignola”.

Fausto Coppi credeva moltissimo in Romeo Venturelli, il "campionissimo" del Frignano. Lo seguiva nella sua carriera dilettantistica, gli dava consigli e non era certo un segreto il fatto che l'avrebbe "tirato su" nella sua futura carriera professionistica. Proprio per questi motivi, Fausto Coppi, nel luglio 1959, stette una settimana a Pavullo (soggiornando all' Albergo "Speranza"), uscendo per numerose sedute d'allenamento sulle strade circostanti Pavullo, in compagnia di Romeo Venturelli e di altri giovani corridori frignanesi. Pranzava insieme ai corridori (tra cui Gabriele Giusti) e ai Dirigenti dell'U. S. Pavullese, facendo salutari passeggiate nei viali del magnifico parco del Palazzo Ducale. Non potè evitare l'intervista di rito di Luigi Rompianesi, corrispondente dal Frignano della "Gazzetta dell'Emilia".

Nel settembre 1959 Trento Montanini e Tano Valmori andarone, con la loro Fiat 600 “Multipla”, a prendere Fausto Coppi e Nino De Filippis a Reggio Emilia, dove soggiornavano all’Hotel Astoria provenienti dal G.P. “Industria e Commercio” di Prato (gara a cronometro): da lì andarono a Gualtieri (Reggio Emilia) dove erano impegnati in un circuito locale.

Il Sig. Renzo Badiali, che seguiva Romeo Venturelli in molte corse e che era presente pure (1959) in una gara che si disputava nel vicentino, ricorda che, con lui in macchina a seguire "Meo", c'era pure Fausto Coppi, che dava consigli sulla tattica da seguire.

Dopo poco più di 5 mesi dalla "settimana pavullese", il grande Fausto ci lasciava per sempre. Una sua tuta d'allenamento della "Bianchi" venne in possesso di Romeo Venturelli, il quale la regalò poi a Francesco Jacconi, che, purtroppo, non fu buon guardiano di tale cimelio, perdendolo.