Luca Toni

Nato a Pavullo nel Frignano il 26-5-1977, abitante a Serramazzoni. Centravanti, con altezza di 1,93 m. e con peso di 85-88 Kg. Ha iniziato nelle squadre giovanili a Pavullo.

Il 19-3-1995 esordi' in serie “C” con il Modena (Alessandria – Modena 1-1) e, in tutto, raccolse 7 presenze nel finale di quel campionato ‘94-’95 mettendo a segno 2 goals (doppietta in Fiorenzuola – Modena 2-2, con reti al 6’ e al 20’); altre due presenze per aver disputato le due partite di “playout” con la Massese (0-2 a Modena e 2-2 a Massa, con un altro goal al 47’). Il Modena fu retrocesso in “C2”, ma poi ripescato in “C1”.

Ecco, in dettaglio, le reti di Luca Toni nei due campionati di Serie “C1” del Modena.
’94-’95 Fiorenzuola – Modena (32^ g.) 2 – 2 (6’ – 20’); Massese – Modena (play-out) 2 – 2 (47’)
’95-’96 Montevarchi – Modena (10^ g.) 1 – 2 (15’ – 71’); Modena – Carrarese (18^ g.) 2 – 2 (72’)
Modena – Como (25^ g.) 1 – 1 (83’); Leffe – Modena (29^ g.) 1 – 1 (71’)

Altri campionati con scarsi risultati (con l’Empoli in “B” con sole tre presenze e un goal, con il Fiorenzuola in “C1” dove passò molto tempo in panchina), fino a mettersi in mostra, sempre in serie “C” con la squadra romana della “Lodigiani” (15 goals), per cui, per il campionato 1999-2000, passò in serie “B” nelle fila del Treviso dove si confermò un bel cannoniere. Questo gli valse il passaggio in serie “A” con i bianco-rossi del Vicenza.

Ha esordito in serie A il 1.10.2000 in Milan-Vicenza (2-0). Alla seconda giornata (8.10.2000) ha segnato il suo primo goal in serie A (Vicenza-Atalanta 1-2).

Nel volume “MODENA – 90 ANNI DI STORIA”, scritto da Sandro Bellei e Paolo Reggianini nel 2002 in occasione dei 90 anni di storia del Modena F.C., si parla, a pag. 296, dei campionati di “C1” che Luca Toni e Davide Dionigi disputarono con il Modena. L’articolo si intitolava “DUE PUNTE DI SICURA QUALITA’ – NEI LORO CONFRONTI E’ MANCATA LA PAZIENZA” e, per quanto riguardava Luca, così si esprimeva: “Quando Luca Toni, questo ragazzone di un metro e 93 da Serramazzoni, fu chiamato in prima squadra, era ancora in età da “Primavera”. Erano tempi bui: il tecnico Mascalaito fu chiamato a salvare la squadra che stava precipitando in “C2”. Le cose andavano talmente male che ci fu spazio anche per Luca Toni, uno di quelli che nelle giovanili aveva sempre fatto gol. Passione e volontà ce la metteva lui, il fisico da granatiere ce l’aveva messo madre natura. Non aveva compiuto i 18 anni, eppure una cosa si notava subito: la porta la vedeva. Forse non era elegante, sembrava sempre sul punto di perdere il pallone, impacciato da quelle gambe lunghe, da cestista più che da calciatore. Eppure ce la faceva sempre, e quell’anno, in sette partite giocate, riuscì a segnare due gol (con i “play-out”, furono nove le partite giocate e tre i gol segnati, n.d.r.). La stagione seguente venne così confermato, e fece in pieno il suo dovere (5 gol in 25 partite). Ma aveva pur sempre 18 anni, e non era ancora pronto per una maglia da titolare. A Modena, in quegli anni, di pazienza ne avevano poca, pubblico compreso. Fu costretto a cambiare aria, e per lui iniziò un periodo di gavetta in giro per l’Italia. La sua volontà è stata premiata: dopo Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani e Treviso è arrivata la serie “A” a Vicenza. Al primo impatto con l’olimpo del calcio ha segnato 9 gol, alcuni dei quali contro le grandi squadre, ed è diventato un obiettivo anche per grandi club. Adesso Luca Toni gioca nel Brescia con Baggio ed è considerato tra gli attaccanti italiani più promettenti. Tutti i lunedì lo si può vedere a Serramazzoni, tra le sue montagne, e ritemprarsi con gli amici di sempre a Casa Bartolacelli, fra le montagne di Serramazzoni. E’ uno di quelli che le radici non se le è scordate”.

Dopo tre campionati in serie “A” (uno nel Vicenza e due nel Brescia, con un totale 24 goals), nel campionato 2003-2004 torna in serie “B” nelle fila del Palermo, intenzionato, dopo tanti anni, a ritornare in “A”. L’impresa ai rosa-nero siciliani riesce sia per un gioco di squadra molto forte ma soprattutto per lo stato di grazia di Luca che, in 45 presenze, finisce capocannoniere della “B” con la bellezza di 30 goals!

L’impresa non sfugge ai più alti livelli. Marcello Lippi è il nuovo C.T. della Nazionale “A”, subentrato a Giovanni Trapattoni dopo l’eliminazione dell’Italia dal Campionato Europeo del Portogallo: in previsione dell’inizio della fase eliminatoria per il Campionato del Mondo di Germania del 2006, l’Italia deve disputare, il 18 agosto 2004 a Reykjavik, un incontro amichevole con l’Islanda. Tra i convocati figura Luca Toni, che esordisce in Nazionale "A" subentrando nel 2° tempo (brutta partita che finisce con l’inopinata sconfitta degli “azzurri” per 0-2). Da sottolineare che la convocazione in Nazionale "A" e' avvenuta dopo aver disputato un campionato di serie "B": una cosa veramente eccezionale, fuori dalla norma, se si pensa che un esempio analogo lo si aveva avuto alla fine degli anni '50, quando debutto' in Nazionale "A", come ala sinistra, Petris, militante in serie "B" nella Triestina.

Un impegno molto più difficile attende Lippi il 4 settembre 2004, quando deve incontrare, a Palermo, la Norvegia per la prima partita di qualificazione per Germania-2006. Dopo il gol del norvegese Carew dopo 42”, il giovane debuttante De Rossi pareggia al 4’ e poi tanti goals sprecati dai nostri o neutralizzati dal bravo portiere norvegese. Nel 2° tempo Lippi cambia le due “punte”: prima Corradi subentra a Gilardino e poi Luca Toni a Miccoli. Ed è tutta un’altra storia…… Subito Luca vola in cielo e procura, di testa, un “assist” stupendo a Corradi che, che solo a due passi dalla porta, non riesce ad infilare e poi…. il capolavoro giunge all’80’. Lo juventino Zambrotta fugge sulla sinistra e crossa al centro, dove Luca si avventa sulla palla toccandola appena con la punta esterna del piede destro: sembra un tocco innocuo, ma è sufficiente per ingannare il portiere in uscita e fargli passare il pallone tra le gambe. Luca segna così il suo primo goal in Nazionale “A”, un goal, tra l’altro, “pesante” e assai importante per il prosieguo del girone eliminatorio e segnato proprio nella “sua” Palermo: Luca va sotto la curva e tutto il pubblico presente impazza per lui! Nel 1994 (a 17 anni) esordiva in “C1” con il Modena e, dopo 10 anni, ha realizzato il sogno che accompagna ogni centravanti fin dall’inizio della sua carriera: segnare un goal decisivo in Nazionale “A”!

Luca Toni fa poi la 3^ e 4^ presenza in Nazionale “A”, nella vittoriosa trasferta in Moldova e nell’inopinata sconfitta (per 1 a 0) in Slovenia, dopo che lui stesso, nel secondo tempo, aveva colpito, sullo 0-0, una clamorosa traversa.

Un dato curioso è da segnalare nella partita amichevole che la Nazionale “A” ha giocato (6-10-2004), a Coverciano (Firenze), contro la Nazionale “Under 18”: nella “A” ha giocato Luca Toni, mentre, nella “Under 18”, ha giocato il giovane centravanti pavullese Francesco Stanco, militante nelle giovanili del Modena F.C.

Il campionato del Palermo 2004-2005 si conclude, con il ritorno in serie "A", in modo quantomai positivo specie per i goals di Luca Toni: alla fine ne mette a segno ben 20, conquistando il 4^ posto nella classifica dei cannonieri. Il Palermo conquista il diritto di partecipare alla Coppa Uefa.

La stagione 2005-2006 ha trovato Luca Toni impegnato su due fronti: con i “viola” della Fiorentina in serie “A” e con la Nazionale Italiana del C.T. Marcello Lippi, della quale diventa un punto fermo.

L’inizio del campionato con la Fiorentina è “da urlo”: dopo 9 giornate era l’incontrastato capocannoniere della serie “A” con ben 9 goals (una doppietta in Fiorentina – Udinese 3-1 e una tripletta in Fiorentina – Parma 4-1).

In Nazionale “A”, impegnata e, alla fine, vittoriosa nel girone di qualificazione per il Campionato del Mondo 2006 di Germania, Luca Toni trovava modo di distinguersi ancora di più.
La sua più fulgida prova ha avuto luogo a Minsk (7-9-2005) dove, contro la Bielorussia, ha segnato una storica tripletta (4-1 il risultato finale). Da “La Gazzetta dello Sport” leggiamo la cronaca dei suoi goals: 6’: Camoranesi serve Toni in area, da destra, con una specie di pallonetto: il centravanti stoppa, si gira e batte Zhaunov….14’: Totti allarga per Grosso a sinistra: l’esterno crossa in area dove Toni anticipa tutti di testa e infila Zhaunov…..55’: Totti parte in contropiede velocissimo, dà a sinistra a Gilardino che tira sul portiere in uscita. Ribattuta, la palla finisce a Toni che ancora di testa, al volo e in acrobazia, insacca. E lo stesso giornale, che gli dato “8” come voto, continua: Quel Luca Toni lì davanti è il centravanti giusto dopo parecchi tentativi sul tridente, che con difficoltà aveva trovato la via della rete. “Certo – dice Marcello Lippi – non si può non parlare di Toni. E non solo perché ha segnato tre goals e altri ne poteva realizzare. Ma per tutto quello che ha fatto per la squadra. Diventando un punto di riferimento preciso, sia quando c’era da appoggiare, sia quando c’era da trovare la profondità o il colpo di testa, fondamentale nel quale è fortissimo. E’ stato il finalizzatore naturale del nostro gioco”…..Se negli ultimi tempi aveva un po’ il broncio per l’esclusione, adesso si capisce perché. E’ quello più in condizione. Straccia Yaskovich e il resto dell’imbarazzante difesa bielorussa: prima con uno stop seguito da tiro immediato, poi con un tuffo di testa e, infine, con l’ennesima acrobazia in area. Tre goals che portano il suo bottino a quota 5, miglior goleador della gestione Lippi. Era stato anche tra i migliori in America: forse è stato un errore dimenticarlo contro Irlanda e Scozia. Questa tripletta (5 goals in 13 presenze) ha fatto fare ai giornali sportivi tutta una serie di statistiche, riassunte dal “Quotidiano Nazionale”: Sono 24 le triplette realizzate in Nazionale, compresa quella di Toni a Minsk. Prima di Toni, l’ultima era stata quella di Filippo Inzaghi, firmata a Milano esattamente due anni fa contro il Galles. La prima della storia azzurra fu firmata dal milanista Lana contro la Francia nel 1910. Toni è anche il quarto giocatore della Nazionale Italiana a realizzare una tripletta in trasferta. Prima di lui c’erano riusciti Baloncieri, Meazza e Piola. E pensare di essere accostato a questi ultimi tre grandi Campioni, vere “leggende” del calcio italiano, è una cosa che fa venire i brividi…..

Dopo l’11^ giornata del campionato di “A” ‘05-’06 (13 goals, dopo quello segnato nella vittoriosa trasferta della Fiorentina contro l’Ascoli sul “neutro” di Rimini, e miglior cannoniere di tutti i campionati europei!) la “Gazzetta dello Sport” così commentava. “Ma riprendiamo il discorso dei quartieri alti, anzi altissimi. Si diceva di Luca Toni: nessuno segna come lui nei campionati che contano nel nostro continente e, se guardiamo alla media gol, nemmeno in quelli meno significativi. E’ qualcosa di eccezionale: anche l’Ascoli viene sotterrato dal gigante modenese che demolisce un altro dei luoghi comuni così amati nel calcio, quello che lega il grande successo ai precoci e ai predestinati. Invece si può diventare “Mister Europa” anche a 28 anni, dopo un lungo cammino cominciato sui campi della serie C, battuti molto a lungo. Certo, l’essenziale è trovare un ambiente stimolante com’era quello di Palermo l’anno scorso o vulcanico come la Fiorentina d’oggi”.

La grande consacrazione in campo internazionale è avvenuta nella serata del 12 novembre 2005, in occasione della vittoria dell’Italia (3-1) contro l’Olanda del grande Van Basten, imbattuta da 15 partite, ottenuta nello Stadio dello “Amsterdam Arena”. Dopo il goal dell’olandese Babel (38’), l’Italia pareggiava subito con Gilardino (41’) e passava in vantaggio con Camoranesi (46’). Appena iniziato il secondo tempo, Luca Toni (al 5’) metteva al sicuro il risultato per gli “azzurri” con un goal-capolavoro (“uno dei più belli che ho segnato”), un “insieme” di agilità, potenza, classe e determinazione: ricevuto il pallone 5-6 metri fuori dall’area di rigore, appena spostato sulla destra, puntava diritto verso la porta di Timmer, ingaggiando un violento, ma corretto, “corpo a corpo” con il difensore Vlaar, suo marcatore: superata la sua opposizione, si trovava solo davanti al portiere e, con estrema freddezza, lo infilava in uscita. La “Gazzetta dello Sport”: “La rete segnata in avvio di ripresa, più che Van Basten, ha ricordato a molti Gigi Riva” e poi “Toni si sacrifica per Gilardino, apre spazi e, anche se c’è sempre un difensore a tre centimetri massimo da lui, non perde un pallone. Il gol, poi, è la prova scientifica della sua condizione super: potenza, tranquillità, coordinazione”. Il C.T. Marcello Lippi: “Toni ha una forza incredibile, chiedete ai nostri difensori come sia difficile marcarlo anche in allenamento” E Van Basten (che fu l’idolo di Luca, quando era un ragazzino): “Abbiamo imparato molte cose….Ron Vlaar è un ragazzo, abbiamo provato, aveva di fronte il capocannoniere della serie A e ha fatto un po’ fatica. Ma va bene così, almeno ha imparato cosa vuol dire difendere contro un grande attaccante….io non so se Toni ha fatto un gol alla Van Basten. So che è un grande attaccante, che sa usare bene il corpo, proteggere la palla e tirare in porta senza paura. Toni ci ha dato molti problemi”. E Luca su Van Basten: “Mi hanno fatto piacere i complimenti di uno come lui e alla fine sono andato a ringraziarlo per le belle parole e a complimentarmi con lui per tutte le cose belle che ci ha fatto vedere”. Roberto Beccantini, su “La Stampa”: “Più che dagli altri, dovremo guardarci dall’enfasi. Toni come Nordahl, per esempio. Toni è Toni, un albero che da solo fa foresta. Basta e avanza”. Sullo stesso quotidiano torinese, viene riportato un sintetico giudizio di Van Basten su Luca Toni: “Devastante e completo”.

Tornato in azione in campionato, Luca Toni ha condotto i suoi alla grande vittoria casalinga contro il Milan (3-1), firmando una bella doppietta (1° e 3° goal). Altra rete, su calcio di rigore, nel successivo pareggio (1-1) allo Stadio Olimpico contro la Roma: si conferma così la sua media straordinaria di 16 goals in 13 partite! Giungono poi due turni casalinghi senza reti, nella sconfitta (1-2) contro la Juventus (con Luca che colpiva clamorosamente una traversa, su colpo di testa, e poi un palo!) e nella vittoria contro il Treviso (1-0), nella quale Luca (ex-Modena) si faceva parare un rigore da Zancopè (ex-Modena).

Dopo altre quattro partite senza reti, Luca tornava finalmente a segnare una bella doppietta nell’ultima partita del girone d’andata, contro il Chievo (2-1). Segnava poi il gol “della bandiera” del momentaneo pareggio nella sconfitta genosvese (1-3) contro la Sampdoria. Altra magnifica doppietta nella giornata successiva contro il Messina (2-0), portandosi così a quota 21, dopo 21 giornate di campionato: una media straordinaria. Sempre magnifica la rete della vittoria (22^ in totale) sul Lecce (1-0), con una stupenda “rasoiata”, in semi-rovesciata, di sinistro, su un “cross” proveniente dalla sinistra: un “mix” di coordinazione, classe e potenza !

Il campionato di serie A 2005-2006 ha visto Luca Toni capocannoniere con 31 reti messe a segno, permettendo alla Fiorentina di conquistare un ottimo 4° posto nella classifica finale.

CAMPIONATO MONDIALE 2006 (GERMANIA)

Ogni Atleta di qualsiasi disciplina sportiva ha sempre sognato di poter partecipare, in un giorno della sua attività sportiva, a rappresentare la sua Nazione in un Campionato del Mondo. Luca Toni, abitante a Stella di Serramazzoni, ha concretizzato questo sogno, dopo una lunga carriera non sempre facile, facendo parte della “rosa” del C.T. Marcello Lippi al Campionato Mondiale del 2006, svoltosi in Germania: ed è stato un vanto per lo Sport Frignanese aver potuto annoverare, per la prima volta, un Suo Atleta nella competizione calcistica più importante a livello mondiale.
La carriera di Luca la si poteva ben rispecchiare in quel cartello che, da circa un anno, gli abitanti di Stella avevano esposto lungo la Via Giardini: “Luca, da Stella…alle stelle!”.

Doveroso elencare i 22 giocatori della Nazionale “A”.
Portieri: Buffon (n. 1), Peruzzi (n. 12), Amelia (n. 14).
Difensori: Cannavaro (cap., n. 5), Nesta (n. 13), Zaccardo (n. 2), Zambrotta (n. 19), Materazzi (n. 23), Barzagli (n. 6), Oddo (n. 22), Grosso (n. 3).
Centrocampisti: Camoranesi (n. 16), Pirlo (n. 21), Perrotta (n. 20), Gattuso (n. 8), De Rossi (n. 4).
Attaccanti: Totti (n. 10), Del Piero (n. 7), Toni (n. 9), Gilardino (n. 11), Inzaghi (n. 18), Iaquinta (n. 16).

1^ partita del Gruppo “E” (13-6-2006, a Duisburg)
ITALIA – GHANA 2-0

Marcatori: Pirlo (39’), Iaquinta (86’)
QUELLA TRAVERSA STA ANCORA TREMANDO…
Ottimo debutto della Nazionale contro il temuto Ghana: come dato statistico da sottolineare, centravanti dell’Italia era il modenese Luca Toni, mentre centravanti del Ghana era il titolare del Modena, nel campionato di serie “B” ‘05-’06, Asamoah Gyan.
Dopo aver fallito due occasioni sotto rete all’inizio della partita, Luca si esibiva poi, verso la mezz’ora del 1° tempo, in un’azione “capolavoro”: spalle alla porta, dieci metri fuori dall’area di rigore appena spostato sulla destra, riceveva un lungo lancio dal centrocampo, con un magistrale tocco con la nuca superava “a pallonetto” il suo marcatore Addo, lo aggirava e di sobbalzo, al volo, scagliava, di pieno “collo” destro, un vero bolide verso la porta difesa da Kingston, ma il pallone si andava a stampare sulla faccia inferiore della traversa, balzando sulla linea di porta e tornando inopinatamente in gioco (peccato: sarebbe stato un goal da cineteca…). Nel prosieguo dell’incontro, Luca si è dato molto da fare, venendo poi sostituito, a metà del 2° tempo, da Iaquinta.
La “Gazzetta dello Sport”, gli ha dato 6,5 come voto, così sintetizzando la sua prestazione: “Comincia da far paura, perdendo il tempo sottorete come Schillaci e Rossi non avrebbero fatto mai. Poi scarica tutta la rabbia sulla traversa e, da quel momento, mette alle corde Kuffour e Mensah. Si allarga spesso, chiude centrale fino alla sostituzione”.

2^ partita del Gruppo “E” (17-6-2006, a Kaiserslautern)
ITALIA – U.S.A. 1 – 1
Marcatori: Gilardino (22’), Zaccardo aut. (27’)
DELUDE L’ITALIA E ANCHE….TONI
Dopo il brillante avvio degli “azzurri”, chi si aspettava un’altra convincente prestazione è andato deluso. Il “Corriere dello Sport – Stadio” scriveva “Altro che goleada. E’ stata una corrida, lacrime e sangue” e, dando a Luca un voto di 5,5, così commentava la sua prestazione: “Lavora molto di sponda e aiuta Gilardino, ma fino a quando resta in campo non riesce mai a concludere in porta. Soltanto un tiro-cross sul quale Gilardino è in ritardo”. E’ stato sostituito da Iaquinta al 16’ del 2° tempo. Espulsi: De Rossi (29’) per una brutta gomitata in faccia a Mc Bride (4 giornate di squalifica!) e, per doppia ammonizione, Mastroeni (45’) e Pope (47’).
Come dato curioso e statistico, da rilevare che mai un modenese era riuscito a calcare i campi di una fase finale della Coppa del Mondo di Calcio: tabù del tutto sfatato in questa edizione del 2006 se si pensa che, oltre a Toni da Serramazzoni, era titolare anche un altro modenese, e cioè il difensore Zaccardo (del Palermo), nativo di Formigine. Proprio con gli U.S.A. Zaccardo era l’autore della clamorosa autorete che consentiva il definitivo pareggio degli statunitensi.
Altro dato statistico: mai un giocatore del Modena era riuscito a segnare in una fase finale della Coppa del Mondo. Anche in questo caso il tabù è stato sfatato dall’attaccante “canarino” Asamoah Gyan, che metteva a segno (2’) la prima rete della vittoria del Ghana (2-0) sulla Repubblica Ceca (e, nel 2° tempo, lo stessa Asamoah sbagliava un calcio di rigore…).
Come dire: Modena…all’avanguardia!

3^ partita del Gruppo “E” (22-6-2006, ad Amburgo)
ITALIA – REP. CECA 2 – 0
Marcatori: Materazzi (32’), Inzaghi (84’)
L’UNICA ASSENZA DI LUCA NEL “MONDIALE”
L’Italia conquistava la vittoria nel suo girone e il passaggio agli “ottavi di finale” con una netta vittoria contro la Repubblica Ceca: si infortunava Nesta (non avrebbe più giocato nel Torneo) e subentrava Materazzi, che subito segnava e che si sarebbe poi dimostrato una delle pedine fondamentali della squadra.
Luca Toni non c’era in questa occasione: Marcello Lippi, forse poco convinto dalle sue recenti prestazioni, aveva preferito tenerlo in panchina. Sarà l’unica assenza di Luca in questo “Mondiale”.

Ottavo di finale (26-6-2006, a Kaiserslautern)
ITALIA – AUSTRALIA 1 – 0
Marcatore: Totti (rigore, 95’)
UNA VITTORIA SOFFERTA, STRAPPATA CON LE UNGHIE E CON I DENTI
Commento di Luigi Garlando su “La Gazzetta dello Sport”: “A 5 secondi dai supplementari, appena l’arbitro fischia il rigore per l’Italia, Andrea Pirlo, possibile rigorista, guarda Francesco Totti e gli dice: “Forza, forza”. Gennaro Gattuso prega: “Gesù, fallo segnare, perché, se sbaglia, prende una mazzata che non si rialza più, poverino”. Marco Materazzi, espulso, è in spogliatoio e pensa : “Ora mi viene un infarto. Francesco, allungami il Mondiale perché di uscire così non me lo merito”. Francesco s’incammina verso il dischetto e non si ferma più. E’ una chiamata che aspettava da anni…Ha in canna un tiro solo”. E Francesco, che Marcello Lippi l’aveva fatto entrare a 15’ dalla fine al posto di Del Piero, non tradiva l’attesa dei compagni e dei tifosi: freddo, implacabile, batteva un rigore perfetto nell’angolo alto alla destra di Schwarzer e permetteva all’Italia, rimasta in 10 all’inizio della ripresa, di passare ai “quarti”.
La stessa “La Gazzetta dello Sport” dava a Luca Toni un voto di 5,5 e così sintetizzava la sua prestazione: “Si procura almeno tre palle-gol con la sua prepotenza fisica. Ma fallisce di testa due volte (la seconda colpendo verso l’alto…) e si fa parare una girata. Detto ciò, lo avremmo lasciato in campo. Poteva segnare soltanto lui”. Luca, al 22’ del 1° tempo, difendeva la palla in area con il corpo, si girava e incrociava un sinistro violento e ravvicinato, che Schwarzer, pur sbilanciato, parava d’istinto con la punta del piede sinistro. Poi veniva sostituito con il difensore Barzagli (dopo l’espulsione di Materazzi) al 10’ del 2° tempo.
Al termine della partita, le prime macchine strombazzanti (molte con il tricolore al vento) iniziavano a scorrazzare per le vie d’Italia.

Dopo quattro partite, pur con i risultati favorevoli e con l’Italia promossa ai “quarti di finale”, neri nuvoloni si addensavano sulla testa di Luca Toni che, pur apprezzato per il suo impegno a favore della squadra, non aveva ancora segnato e non stava convincendo la stampa italiana. Il quotidiano “Libero” titolava addirittura così: “LITTLE TONI – IL BOMBER DI SERIE “A” SI E’ PERSO” e “L’ITALIA IN MINIATURA DI TONI – CANNONIERE (31 GOL) NELLA FIORENTINA. ERA IL SUO MONDIALE. E HA FATTO FLOP” e Miska Ruggeri scriveva che “Così la possibilità che Toni si accomodi in panchina nella sfida di domani contro l’Ucraina è tutt’altro che remota” , anche se Alessandro Dell’Orto, sullo stesso quotidiano, così commentava: “…La solita storia del calcio irriconoscente: segni 81 gol nelle ultime tre stagioni (Palermo in seri B e A, Fiorentina quest’anno) e sei un fenomeno: non segni per tre partite e diventi il grande bluff. Lippi ha rinunciato al bomber nella sfida contro la Repubblica Ceca senza farlo giocare nemmeno un minuto, poi l’ha riproposto contro l’Australia e Toni, obiettivamente, ha fallito due occasioni che in altri tempi avrebbe messo dentro. Questo, però, non è un buon motivo per rispedirlo in panchina, anzi. Per capire quanto un attaccante sia brillante, oltre ai gol (certo, comunque fondamentali per chi fa il bomber di professione) va considerata la facilità con cui arriva alle conclusioni. E il centravanti viola, nell’ultima partita, ha dimostrato di saper arrivare sempre puntuale – e prima dei difensori avversari – sugli inviti dei compagni. Insomma, Toni c’è e se ha sbagliato gol che negli ultimi tre anni ha sempre realizzato con facilità, è solo questione di fortuna…”
La vera fortuna di Luca stava nell’ allenatore della Nazionale, Marcello Lippi, che, tra i suoi tanti pregi, ha sempre avuto quello di ragionare con la sua testa, senza farsi abbindolare dal pensiero altrui: la sua fiducia in Luca è sempre stata totale, dimostrata dal fatto di averlo fatto esordire in maglia “azzurra” nel 2004 dopo un campionato di serie “B”, ed evidentemente sapeva, in cuor suo, che poteva ancora fidarsi di lui nel prosieguo di questo Campionato del Mondo. Morale: nell’ “undici” di partenza contro l’Ucraina, la maglia n.9 del bomber modenese era ancora presente, alla faccia di tutti quelli che avevano iniziato a denigrarlo.

Quarto di finale (30-6-2006, ad Amburgo)
ITALIA – UCRAINA 3 – 0
Marcatori: Zambrotta (6’), Toni ( 59’ e 69’)
UNO STRATOSFERICO ZAMBROTTA E UN IMPLACABILE TONI (DOPPIETTA!) PORTANO L’ITALIA IN SEMIFINALE
PER UN’ALTRA GRANDE SFIDA CON LA GERMANIA
E venne il giorno (anzi, la serata, davvero magica) di Luca Toni, autore (insieme a tutta la squadra, in cui si distinguevano particolarmente Zambrotta, autore del primo gol e irrefrenabile per tutti i 90’, e il capitano Cannavaro, una vera sicurezza difensiva) di una grande prestazione, questa volta coronata da una bella doppietta! Al 59’ Luca raccoglieva di testa, al centro dell’area, un perfetto cross di Totti dalla sinistra, anticipava il suo marcatore e infilava l’angolino basso, alla destra del portiere ucraino Shovkoskyi. Il ghiaccio (finalmente!) era rotto e, sulle ali dell’entusiasmo, portava al sicuro il risultato degli “azzurri” 10’ dopo: lo scatenato Zambrotta, spostato a sinistra, affondava e crossava per Luca che, a porta vuota, non aveva difficoltà a infilare il pallone nella rete avversaria.
“La Gazzetta dello Sport” titolava: “GERMANIA, A NOI DUE” e, nell’intervista del dopo-partita, Luca, tra le altre cose, così diceva: “I gol più importanti della mia vita…Avevo soltanto bisogno di sbloccarmi…Ringrazio Lippi perché mi ha dato fiducia…La cosa più importante è però aver passato il turno, è vincere e avere la voglia che abbiamo dimostrato”. Lo stesso giornale, nel dare a Luca 7,5 come voto, così sintetizzava la sua prestazione: “E venne il suo giorno: un gol di testa (in fuorigioco?), uno di piede. A modo suo, liberandosi di prepotenza e arrivando da solo sotto porta. Anche se addosso ha sempre un uomo che lo accompagna fino al tunnel. Sbloccato. E adesso…”.
E Marcello Lippi: “O.K ragazzi, ma guai a chi si accontenta…Siamo qui e dobbiamo crederci…Per i tedeschi, sarà molto dura anche per loro…Totti e Toni? Meno male che sono arrivati. Toni aveva segnato 80 gol in 3 anni, non poteva fermarsi ora”.
“Corriere dello Sport – Stadio” titolava: “GERMANIA, TI BATTIAMO!” e, dando 7,5 come voto a Luca, così sintetizzava la sua prestazione: “Con la storia di Rusol gli abbiamo portato fortuna. Si fa un mazzo tanto, sopportando almeno una decina di falli dei centrali ucraini. Poi Toni fulmina Shovkoskyi con una gran zuccata e poi raddoppia facile facile e finalmente può agitare la manona destra. Ora l’Italia ha proprio tutto”.
“Libero” titolava “TONI, TOTTI, TUTTI” e Diego Minonzio così commentava l’incontro: “Visto che il mito, nel pallone, è l’unica cosa che conti, il fantasma della Germania è riuscito a trasformarci in una squadra vera. Saranno finalmente contenti quelli dello “Spiegel”, che settimana scorsa ci avevano sbertucciato con mezza quintalata di raffinatissimi luoghi comuni sulla nostra inferiorità genetica, visto che ieri notte i polverosi, gli stropicciati, i picchiatori, i piagnoni – sentendo probabilmente il richiamo della foresta che li spingeva verso la semifinale più nobile che c’è – sono sbocciati in un gruppo che ha spazzato via l’Ucraina di Sheva, facendo pure vedere, roba da matti, che è capace di giocare a pallone e di soffrire tutto quel che c’è da soffrire. Tre pere e tutti a casa”. Anche su queste pagine Luca si meritava 7,5 come voto: “Un paio di considerazioni. La porta che tanto gli voleva bene, torna a strizzargli l’occhio. Due volte. Sai la soddisfazione. Per il resto, da solo, tiene occupati mazzi di difensori gialli. Poveri, timidi canarini”.

Con questa vittoria nel “quarto di finale”, l’Italia, ribaltando i pronostici della vigilia, era giunta in semifinale, e non in una semifinale qualsiasi ma contro la Germania. Si ripresentava, cioè, una sfida “mitica”, teatro, in passato, di partite memorabili che, per fortuna, avevano sempre arriso agli “azzurri”.
Tornava alla mente la semifinale del 17 giugno 1970, in occasione della 9^ Coppa Rimet e disputatasi nel grande stadio “Azteca” di Città del Messico (105.000 spettatori!), nella quale l’Italia, dopo un’alternanza di emozioni ancora perfettamente stampate nella memoria di chi, in quella magica notte, aveva potuto viverle attaccato al televisore, riusciva a prevalere sulla Germania. Finiti in parità i 90’ regolamentari (reti di Boninsegna all’8’ e di Schnellinger al 90’!), venivano giocati i due più bei tempi supplementari della storia del calcio mondiale: Muller segnava al 94’, Burgnich pareggiava al 98’, Gigi Riva (con una gol straordinario) riportava in vantaggio l’Italia al 104’, Muller pareggiava nuovamente al 110’ e Rivera sanciva il 4-3 finale con un’altrettanto magica rete al 111’. Tale fu la tensione che aveva preso tutti i tifosi che, subito dopo mezzanotte, le strade e le piazze italiane videro una vera spontanea invasione di persone pazze dalla gioia, che dimostrarono tutta la loro riconoscenza verso i giocatori che avevano fatto rinverdire gli allori degli anni ’30 (Campione del Mondo nel 1934, in Italia, e nel 1938, in Francia, con Vittorio Pozzo come allenatore) . Il più grande Brasile della storia ci battè poi, in finale, per 4-1: risultato bugiardo e troppo severo, se si pensa che, fino al 66’ (gran gol di Gerson), si era sull’ 1-1 dopo che gli “azzurri” avevano tenuto testa bellamente ad una squadra composta da 11 fuoriclasse, a cominciare dal loro n.10, Pelè.
Tornava poi alla mente la finale del Campionato del Mondo 1982, disputatasi l’11 luglio 1982 allo Stadio “Santiago Bernabeu” di Madrid (90.000 spettatori!), in cui l’Italia di Enzo Bearzot batteva la Germania (3-1) e andava a conquistare, dopo un inizio di torneo indeciso e deludente, il suo 3° titolo mondiale: reti di Rossi al 56’, Tardelli al 69’, Altobelli all’80’ e di Breitner all’83’ (Cabrini aveva fallito un calcio di rigore nel 1° tempo). E fu un’altra serata di vera pazzia collettiva in tutta Italia. Tifoso accanito, in tribuna, il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini.
E adesso c’eravamo un’altra volta. Il mondo tornava a guardare questa storica sfida, con l’aggravante, per i nostri Ragazzi, che si giocava in Germania, davanti ad un pubblico esaltato dalle convincenti prestazioni che i “bianchi” avevano fin lì sostenuto. Il risultato sarebbe ancora stato a noi favorevole? La tensione cresceva di giorno in giorno per l’ora X: che a questo appuntamento ci fosse anche un giovanotto frignanese al centro dell’attacco “azzurro”, riempiva d’orgoglio tutta la popolazione della nostra montagna, e non solo quella di Serramazzoni!

Semifinale (4-7-2006, a Dortmund)
GERMANIA – ITALIA 0 – 2
Marcatori: Grosso (119’), Del Piero (121’)
GRANDE PARTITA DOVEVA ESSERE, E GRANDE PARTITA E’ STATA ! CHE BATTICUORE !
PALO, TRAVERSA, GOL: CHE SEMIFINALE ! L’ITALIA ALLA SUA 6^ FINALE MONDIALE.
Una semifinale degna delle due precedenti epiche partite “mondiali” contro la Germania: e, per nostra fortuna, la tradizione ci è stata ancora favorevole, nel senso che, dopo due vittorie, è arrivata anche la…terza. Come la semifinale del 1970, anche questa è giunta ai tempi supplementari: quelli del 1970 li avevamo sopra definiti “i due più bei tempi supplementari della storia del calcio mondiale” e questi del 2006 ne sono stati altamente degni (forse, alla loro stessa altezza), perché giocati, da entrambe le formazioni, con grande spirito e determinazione. Tutti i 120’ sono stati equilibrati e drammatici, con occasioni da entrambe le parti e sono stati decisi dalla maggior determinazione degli “azzurri” a non voler finire alla “lotteria” dei calci di rigore: dopo un clamoroso palo di Gilardino e una traversa colpita da Zambrotta all’inizio del 1° tempo supplementare, l’Italia calcava sull’acceleratore e, incurante della folla (65.000 spettatori) che gremiva lo stadio di Dortmund (dove la Germania non aveva mai perso!), era in grado di fare un finale d’incontro semplicemente straordinario, con un gol, grande e incredibile, del suo “neo-gioiello” Grosso (terzino del Palermo, incaricato di fare scorribande sulla fascia sinistra e che, dalla posizione di ala destra (sic!), era autore di un tiro meraviglioso, di sinistro “a rientrare”, su grande passaggio filtrante di Pirlo) e del ritrovato Del Piero che, proprio allo scadere, completava in modo magistrale un’altrettanta magistrale azione di contropiede, con tutta la squadra tedesca spinta disperatamente in avanti per tentare di riacciuffare il risultato.
E Luca Toni? C’era, c’era: eccome, se c’era…. Non è andato a segno, ma è stato autore di una buona prestazione: veniva sostituito da Gilardino al 74’. “La Gazzetta dello Sport”, nel dargli 6 come voto, così commentava: “Spalle alla porta, costringe Mertesacker e Metzelder ad affaticarsi senza farsi mai rubare un pallone. Non gli arriva un assist che sia uno e, a poco a poco, finisce per innervosirsi. Ma lavora per due”. Sempre 6 è stato il voto di “Corriere dello Sport – Stadio”: “Combatte a due metri d’altezza con Metzelder e Mertesacker. Le prende e le dà, ma non riesce mai a trovare la porta. E’ troppo statico e indugia a difendere palloni a metà campo invece di appoggiarli ai compagni. Partita più complicata rispetto a quella contro l’Ucraina, nella quale si era sbloccato. Nel finale Lippi lo sostituisce con Gilardino”. Alla fine, Luca era strafelice, nonostante non fosse andato a segno: “E’ stato un grande spettacolo, negli spogliatoi abbiamo ballato e cantato, vediamo la Coppa, ce l’abbiamo ormai nella testa e la vogliamo. Abbiamo dimostrato a tutto il mondo che bel gruppo è questo, che squadra unita è la nostra. All’inizio del mondiale non ci credevamo nemmeno noi di arrivare così avanti, perché, quando parti, la finale appare molto distante, ma ora che questo sogno è diventato realtà non vediamo l’ora che arrivi domenica per giocare questa partita”. Luca ha poi fatto i complimenti a Del Piero per la rete: “Sono contento per Alessandro, ci teneva molto a fare gol”.
Alla fine giocatori italiani e pubblico “azzurro” in pieno delirio, cui si contrapponeva (è la dura, ma stupenda, legge dello sport!) la piena delusione sui volti stremati dei giocatori tedeschi, battuti proprio “sul filo di lana” e anch’essi autori di una grande prestazione (che va ad esaltare ancor più la nostra vittoria), e dei tifosi locali, molti dei quali colti in pianti incontrollati.
“La Gazzetta dello Sport” (Luigi Garlando): “Chiamateci pizzaioli, chiamateci come volete, ma non chiamateci mai più “parassiti”. Ieri la Germania ha imparato una volta per tutte che non lo siamo: abbiamo comandato il gioco, abbiamo sperperato due legni, abbiamo chiuso la partita con quattro attaccanti in campo, abbiamo spremuto il cuore mentre il nemico studiava la strada più comoda per arrivare ai rigori e affidarsi alle manone di Lehmann…Alla deliziosa parabola di Grosso, ha risposto quella dolcissima di Alessandro Del Piero…L’aspettavamo, l’avevamo chiamata alla vigilia, ricordando il gol “alla Del Piero” che Ale ha brevettato qui, a Dortmund, nel ’95, all’esordio in Champions League. Interno destro a girare, non proprio come allora, ma va benissimo anche così…Dortmund è la battaglia che Achille ha scelto per riprendere le armi, dopo il lungo periodo passato in collina. Qualche settimana fa, a chi gli chiedeva chi fosse Ettore, Del Piero rispondeva: “Ettore è la battaglia finale, è l’ultimo nemico”. Che, forse, si chiamerà Zinedine Zidane. Siamo pronti”.
“Corriere dello Sport- Stadio” (Alessandro Vocalelli): “Li avevamo già battuti in una semifinale mondiale, c’è ancora una targa all’Atzeca per ricordare l’impresa. Stavolta abbiamo fatto addirittura di più: li abbiamo eliminati in casa loro, con sessantamila tifosi che urlavano, spingevano, Ballack che ci provocava, in uno stadio dove la Germania non aveva mai perso, contro la sfortuna che si era materializzata all’inizio dei supplementari. Due legni, neppure due legni ci hanno fermato… Una squadra che si è fatta apprezzare, ammirare, si è fatta amare, per quel suo spirito straordinario, per la capacità di soffrire, lottare, mantenendo però la lucidità. La lucidità di Lippi che non ha sbagliato un cambio, la lucidità di Pirlo che ha trovato un passaggio bello e geometrico dopo centodiciotto minuti di fatica, la lucidità di Grosso che è andato a cercare il palo più lontano, la lucidità di Del Piero che ha seguito poi tutta l’azione per andare a firmare il due a zero…E’ una partita che fa leggenda, una semifinale che resterà negli occhi e nei cuori e ci consegna la sesta finale Mondiale della storia…Dopo la sconfitta, come è successo negli USA, deve arrivare un’altra vittoria. Crediamoci, credeteci: questa è una squadra formidabile”.
E, di nuovo, delirio anche per le vie e per le piazze italiane, con la gente a urlare il suo entusiasmo e a sventolare migliaia di bandiere tricolori!

Finale (9-7-2006, a Berlino)
ITALIA – FRANCIA 6-4 (dopo i calci di rigore)
Marcatori: Zidane (rigore, 7’), Materazzi (19’)
Calci di rigore Pirlo, Wiltord, Materazzi, De Rossi, Abidal, Del Piero, Sagnol, Grosso.
UN SOGNO DIVENTATO REALTA’: ITALIA CAMPIONE DEL MONDO !!!
TRIONFO AI RIGORI, TUTTO IL PAESE IN DELIRIO TUTTO VERO! CAMPIONI DEL MONDO !

ITALIA FANTASTICA: IL MONDO E’ TUO !
LIPPI SENZA FRENI: “LA GIOIA PIU’ BELLA”
CANNAVARO: LA VENDETTA DEL GLADIATORE
GATTUSO C’E’ SEMPRE. TONI, CHE LOTTATORE !
TONI NELLA LEGGENDA: APOTEOSI A SERRA.
LA CLASSE OPERAIA E’ FINITA IN PARADISO
NAPOLITANO: “ORGOGLIOSO DI VOI”
Sono stati sopra riportati solo alcuni titoli apparsi sui quotidiani, sportivi e non, il giorno dopo la straordinaria finale del Campionato del Mondo 2006, giocata a Berlino alla presenza di 69.000 spettatori.
E’ stata, anche questa, una grande partita. Dopo l’iniziale vantaggio francese (rigore netto, trasformato da Zidane al 7’), l’Italia prendeva in mano le redini della partita, dominando, nei primi 90’, i cugini transalpini. Dopo 12’ giungeva il pareggio di uno straordinario Materazzi che, su calcio d’angolo di Pirlo, andava in cielo e, di testa, infilava l’esterefatto Barthez. Dopo pochi altri minuti, era proprio Luca Toni (in campo per tutti i 120’ di questo storico appuntamento sportivo) che, sempre su cross proveniente dalla destra, colpiva molto bene di testa, mandando il pallone ad incocciare clamorosamente la traversa. Gli “azzurri” finivano in crescendo e ci si aspettava una grande ripresa dei nostri, che sembravano molto più motivati e più “in palla” dei francesi.
Invece, il 2° tempo vedeva un perentorio ritorno dei “galletti”, che mettevano “alle corde” la formazione italiana, che ben resisteva con la sua formidabile difesa (Buffon e Cannavaro su tutti), la vera protagonista di questo stupendo Mondiale. A rompere il dominio francese (dopo la doppia sostituzione, al 16’, di Totti e di Perrotta con Iaquinta e il rientrante De Rossi) era proprio Luca Toni, che, su un bel cross dalla sinistra di Grosso, si esibiva, in mezzo ad uno stuolo di difensori avversari e con un incredibile movimento di rotazione in tuffo, in uno stupendo colpo di testa che mandava in rete il pallone, alla sinistra di Barthez. Entusiasmo alle stelle (proprio Luca era l’autore di uno stupendo gol che poteva valere il titolo mondiale!), subito amaramente “soffocato” dalla decisione dell’arbitro argentino Elizondo che, su segnalazione del guardialinee, annullava la rete per fuorigioco (assai dubbio se di Luca e, altrettanto dubbio e millimetrico, quello di De Rossi: “annullato ingiustamente” era il giudizio de “La Gazzetta dello Sport”): pur nella delusione del momento, grande è stato il comportamento in campo di Luca (che possa essere d’esempio a tutti quelli che, per un gol annullato, si danno a crisi di isteria e di rabbia verso l’arbitro!), in quanto nulla ha detto verso il direttore di gara, riprendendo a lottare duramente come aveva fatto fino a quel momento. Anche se troppo solo in attacco, Luca ci riprovava con una bella girata bloccata da Barthez.
Il risultato non si sbloccava e si giungeva ai supplementari. Nel primo, Zidane, lasciato solo al centro dell’area (una delle rarissime pecche difensive), era autore di un magnifico colpo di testa che tutti i “tifosi” (ahiloro!) l’avevano già visto in fondo al sacco: però “San Buffon” operava il “miracolo dei miracoli” con una straordinaria deviazione sopra la traversa e salvava risultato e Mondiale (stupenda poi la scena in cui “San Buffon” consolava il suo amico, ed ex-compagno nella Juventus, disperato per non aver segnato!). Anche nel 2° tempo nulla cambiava ed era “la Francia a tremare di vergogna – da “La Gazzetta dello Sport” - perché, al 5’, Zidane con l’ultimo, e più brutto, colpo di testa della sua vita centra la pancia di Materazzi, macchiando Mondiale e carriera con una sacrosanta espulsione, che tra l’altro gli impedisce di calciare nuovamente dal rigore. Come nel ’94, il Mondiale si assegna ai rigori. Ma stavolta vince l’Italia e sotto il cielo di Berlino tutti cantano felici l’inno di Mameli”.
“La Gazzetta dello Sport” dava 7 come voto a Luca Toni: “Obbligato al solito lavoro, uno contro tre, colpisce una traversa, segna un gol regolare, però è troppo spesso spalle alla porta e soffre la morsa Gallas – Thuram. Ma finisce di battersi al 120’”.
“Corriere dello Sport – Stadio” dava 6,5 come voto: “Un po’ Gallas, un po’ Thuram, va ai cozzi. Prende le consuete punizioni, un po’ inciampa, un po’ lotta, un po’ la vince. Non è facile il nuovo ruolo, in questa Italia ridisegnata con una sola punta. Uno deve essere bravo a sfruttare la palla giusta. E anche fortunato: a lui capita di testa, e colpisce una traversa clamorosa, poi segna, e glielo annullano (per fuorigioco di De Rossi)”.
“La Gazzetta dello Sport” (Carlo Verdelli): “Questo mondiale ci ha insegnato molte cose semplici. Che il calcio è un gioco di squadra, per esempio, e che undici uomini motivati allo stesso obiettivo e ben assemblati valgono di più di undici fuoriclasse che giocano ognuno per conto proprio. Che la forza di un gruppo si misura anche e soprattutto dalla capacità delle riserve di non fare casino quando non tocca a loro e di essere viceversa irresistibili appena arriva la chiamata. Non faccio nomi, anzi uno sì, quello del regista del tutto, Marcello Lippi”.
“Corriere dello Sport – Stadio” (Alessandro Vocalelli): “…Come quel tricolore che sventola in tribuna a Berlino, sul balcone di casa, come il sogno italiano che ti viene incontro e pensi, ripensi, a quanto tempo è passato – un quarto di secolo in un batter di ciglia – e come dev’essere forte il sospiro, il singhiozzo dei nostri ragazzi, quelli in campo e per strada: quelli che non avevano ancora provato, o erano ancora troppo bambini per ricordarlo, quel fuoco che arde in petto. Ti fanno male le gambe, come se avessi giocato. Ma sì, dai, che hai giocato anche tu. Centoventi minuti e i rigori, perchè questa nottata è ancora più grande, perché più sofferta, di quella dell’82. Con Grosso che corre in un ruggito e in un brivido”.
All’ultimo, decisivo, rigore di Grosso, tutta l’Italia esplodeva e tutti si riversavano nelle strade, nelle piazze, nelle fontane a dar libero sfogo all’incontenibile gioia che era rimasta incarcerata dentro ad ognuno per tutti quei lunghissimi 120’: come a Roma, Milano, Torino, Napoli, anche a Modena e a Pavullo nel Frignano la notte veniva squarciata da clacson di automobili, urla, musica e danze sfrenate. E una simile atmosfera, ma forse ancor più sentita per la presenza, in mezzo ai diretti protagonisti di quell’epica battaglia, di un suo concittadino, si sprigionava, ovviamente, anche nella gente di Serramazzoni e della sua frazione di Stella (nome evidentemente benaugurante), luogo di provenienza di Luca Toni
Da “La Gazzetta di Modena”, commenti sintetici e pagelle “globali”:
Pierluigi BUFFON: “E’ il miglior portiere” (9)
Angelo PERUZZI: “La saggezza dietro le quinte” (s.v.)
Marco AMELIA: “Esperienza per il futuro” (s.v.)
Cristian ZACCARDO: “Una svirgolata fatale” (7)
Fabio GROSSO: “Sorprendente e decisivo” (8,5)
Fabio CANNAVARO: “Un baluardo insuperabile” (9,5)
Andrea BARZAGLI: “Non tradisce l’emozione” (7)
Alessandro NESTA: “L’oscar della sfortuna” (7)
Gianluca ZAMNROTTA: “Devastante sulla fascia” (8)
Massimo ODDO: “Uno spezzone e tanta panchina” (7)
Marco MATERAZZI: “Dalla panchina alla gloria” (8)
Daniele DE ROSSI: “Marchiato dalla gomitata” (7)
Gennaro GATTUSO: “La classe operaia va in paradiso” (8,5)
Mauro G. CAMORANESI: “Tatticamente prezioso” (7,5)
Simone BARONE: “Tappabuchi di metà campo” (7)
Simone PERROTTA: “Corsa e tecnica da incursore” (8,5)
Andrea PIRLO: “Il cervello della manovra” (9)
Alessandro DEL PIERO: “La forza della volontà” (7,5)
Luca TONI: “Al servizio della squadra” (8)
Francesco TOTTI: “La tenacia più che la tecnica” (7,5)
Alberto GILARDINO: “Protagonista in prima linea” (8)
Vincenzo IAQUINTA: “Premiata la testardaggine” (7,5)
Filippo INZAGHI: “Lascia il segni in pochi minuti” (7)
MARCELLO LIPPI (all.): “Fondamentale il suo marchio” (10)

Non era mai successo ad uno sportivo frignanese di conquistare un titolo mondiale, ma ora anche questa mancanza è stata colmata:

LUCA TONI E’ CAMPIONE DEL MONDO!!!


Quando, nel 2000, fu stilata la prima “edizione” de “IL FRIGNANO E LO SPORT”, Luca Toni era già presente nelle nostre pagine, pur non essendo ancora “nessuno”: aveva appena finito il campionato di serie “B” con il Treviso e stava per accingersi ad esordire in seria “A” con il Vicenza.
Il 16 luglio di quell’anno, il LIONS Club di “Pavullo e del Frignano” e il Comune di Serramazzoni organizzarono un pubblico incontro, presso la Sala Polivalente di Via Roma e aperto alla popolazione, con i due centravanti di Serramazzoni che, negli anni ’60, avevano solcato i campi della serie “A” (Gianni Bui e Piero Baisi) e con quel giovane centravanti (Luca Toni) che avrebbe tentato di ricalcare le loro orme. Moderato da un giornalista, i tre protagonisti diedero vita ad un pomeriggio molto interessante e fin d’allora Luca fu una vera sorpresa per tutti quelli che ancora non lo conoscevano: semplice, disponibile, con una “parlantina” chiara, scorrevole ed esaustiva. I tre centravanti furono infine omaggiati del C.D. che il Club aveva prodotto con i risultati della sua ricerca “sportiva”. Erano presenti pochi spettatori, specialmente serramazzonesi (mai come allora, gli assenti ebbero torto!): evidentemente Luca, al contrario di oggi, ancora non “tirava”.
Tutti ora sappiamo come è andata a finire, ed è un vero onore per questo sito aver seguito, passo per passo in questi ultimi sei anni, il progredire della sua carriera fino al raggiungimento del più alto traguardo che un giocatore professionista possa ambire.
E ci auguriamo, sperandolo vivamente, che non sia finita qui.

Nelle prime otto giornate del campionato di serie "A" 2006-2007, sempre nelle file della Fiorentina (partita con un handicap di 17 punti di penalizzazione), metteva a segno quattro reti, di cui una magnifica doppietta nella partita d'esordio casalinga con l'Inter, vincitrice per 3-2, e la vittoriosa segnatura, da "ex", a Empoli.
Con la Nazionale, giocava le due partite, valide per la qualificazione ai Campionati Europei del 2008, contro l'Ucraina, allo Stadio Olimpico di Roma, e contro la Georgia, a Tbilisi: a Roma era autore di una grande prestazione, procurandosi il rigore (trasformato dal laziale Oddo) del vantaggio iniziale e segnando poi uno spettacolare goal con un magnifico "destro" al volo.

Dopo un incerto inizio nel campionato 2006-2007, Luca poi nuovamente si risvegliava durante la stagione e tornava ad essere la forza trainante dell’attacco “viola”.

Nel 2006 e' stato "Scarpa d'Oro" e il 12-12-2006, su iniziativa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, veniva insignito del titolo di "Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana".

Il 28-3-2007 tornava di scena la Nazionale del C.T. Donadoni, per giocare, allo stadio “S.Nicola” di Bari, una decisiva partita, per mantenere intatte le possibilità di qualificazione alla fase finale dei Campionati Europei 2008, contro la Scozia. La Nazionale giocava a Bari la sua settima partita: nelle precedenti sei occasioni aveva sempre vinto e, anche in questa occasione, ha mantenuto in vita questa felice tradizione. Netta vittoria con il classico punteggio di 2-0, con doppietta di Luca Toni (due colpi di testa, al 12’ del p.t. e al 25’ del s.t.) che, in questo modo, portava a 12 il bottino di goals segnati con la maglia “azzurra”: al 12’, su perfetta punizione dalla destra di Massimo Oddo, Luca staccava più in alto di tutti e al 70’, su perfetto cross dalla destra di Camoranesi a sua volta perfettamente “imbeccato” da una grande azione di Gattuso, metteva al sicuro il risultato battendo inesorabilmente il portiere scozzese Gordon. La “Gazzetta dello Sport” così sintetizzava la prestazione del serramazzonese: “Il migliore. Due palloni giocabili, due gol. Il centravanti perfetto. Oltretutto la punizione dell’1-0 se la procura proprio lui. Avesse avuto più assistenza, visti i due centrali scozzesi, avrebbe fatto sfracelli. Inamovibile”. Luigi Garlando, sempre su “La Gazzetta dello Sport”, così commentava: “Cannavaro alzò la coppa del mondo con la fascia gialla al braccio. Stanotte la fascia è rossa. Pericolo grosso. Con la bandiera rossa non si entra in acqua. Luca Toni lo sa. Quando, nell’estate del ’98, si presentò in bermuda e capelli lunghi alla Lodigiani, si chiesero: “Abbiamo comprato un bagnino?”. Quella risposta, alla Lodigiani, se la sono data da tempo: non era arrivato un bagnino, ma un grande attaccante, reduce da una stagione balorda a Fiorenzuola (C2, 2 soli gol). Dalla Lodigiani in poi, una volata senza fiato verso la gloria, sfruttando il talento intravisto, per la prima volta a Modena, dal vecchio Cinesinho. I tecnici precedenti gli mollavano le briglie e lo lanciavano a centrocampo in lunghe e sfiancanti galoppate. Poi Cinesinho gli spiegò: “Fermati, Luca, tu sei nato per fare i gol”. E Luca Toni, il presunto bagnino, ha cominciato la sua vita felice di boa d’area. Un gol dopo l’altro, fino in A, fino alla Nazionale, fino alla Scarpa d’Oro, fino alla Coppa del Mondo…Nella giovane gestione Donadoni, Toni ha allungato: decisivo (gol e rigore) nella delicata partita contro l’Ucraina, più che decisivo a Bari, con una doppietta. Dopo otto marcatori diversi, Toni è il primo azzurro di Donadoni che si ripete. Ecco lo Specialista che cercava il c.t. Il Risolutore, uscito dall’antica pelle di un ex galoppatore di centrocampo. Dodici gol in azzurro. La maglia numero 9 non è mai stata così appiccicata alla sua pelle, la concorrenza dell’amico-rivale Gilardino mai così debole. Gila sembrava quello da invidiare: il predestinato passato da tutte le rappresentative giovanili e arrivato al grande club dopo fisiologico bivacco in provincia. Toni, al contrario, ha trascinato una gavetta infinita nelle serie minori e sembra condannato a estati roventi di polemiche e calcio mercato. Forse lo sarà anche la prossima, ma ora è indiscutibilmente lo Specialista numero uno del gol italiano. Non c’è merce più preziosa del gol al mercato del calcio. Grandi Club guardano a lui. Nelle condizioni di essere invidiato ora c’è Toni…Prima di di incornare il prezioso cross da destra di Camoranesi, il bomber viola aveva già sfiorato il raddoppio su un’altra raffinata assistenza di Oddo da destra e su un servizio basso di Di Natale da sinistra. Testa e piede. In porta ha tirato quasi solo lui. “Ma il merito è dei compagni: il 2° gol è di Camoranesi. Sono felice per le 12 reti in azzurro e perché abbiamo dimostrato che l’Italia mondiale esiste ancora. Abbiamo giocato per noi e per Donadoni”…Quando Luca Toni lascia il campo, piove un’ovazione. Donadoni gli si fa incontro, lo applaude e gli stringe la mano, riconoscente come un nuotatore maldestro davanti al bagnino salvatore”

Tornato in azione nella 30^ giornata di “A”, Luca era autore del terzo dei quattro gol che la Fiorentina affibbiava all’Ascoli: toccava così i 16 goals al suo attivo, a due dal capoclassifica Totti. Alla 32^ giornata era ancora fermo a 16 reti
Le ultime partite del campionato sono state disertate da Luca Toni per un infortunio: ha terminato con 16 reti al suo attivo.
Grande novita' per la stagione 2007-2008: le gesta del nostro cannoniere non sono passate insosservate all'estero, cosicche' Luca guidera' l'attacco della prestigiosa squadra tedesca del BAYERN MONACO nella "BUNDESLIGA", il campionato tedesco corrispondente alla nostra Serie "A".

Grande riscontro, sulla stampa tedesca, dell’arrivo di Luca nella “Bundesliga” vestendo la rossa maglia (n. 9) del blasonato Bayern di Monaco di Baviera. La squadra tedesca ha formato, per il campionato 2007-2008, un “dream-team”, con l’acquisto anche dell’altro cannoniere Klose (dal Werder Brema), del nazionale francesc Ribery (dall’Olympique di Marsiglia), del brasiliano Zè Roberto (dal Santos), dell’argentino Sosa (dall’ Estudiantes di Buenos Aires) e di Jansen (dal Borussia Moentchengladbagh). Calcolando gli “scores” degli ultimi tre anni (Palermo e Fiorentina per Toni e Werder Brema per Klose), il Bayern si è messo in casa un totale di 120 goals: 67 (20, 31 e 16) per Toni e 53 (15, 25 e 16) per Klose. La formazione tedesca vedrà, in porta, Kahn, in difesa Lahm-Lucio-Demichelis-Jansen, a centrocampo Van Bommel-Zè Roberto-Ribery-Sosa, in attacco la coppia Toni-Klose.

Non avendo giocato le ultime partite del campionato di serie “A” 2006-2007 per un infortunio (per il quale ha dovuto subire un lieve intervento chirurgico), Luca ha ripreso, nel mese di luglio, la preparazione con il Bayern, subendo tuttavia un nuovo leggero infortunio in una delle prime partite amichevoli. All’inizio del mese di agosto, però, le condizioni erano tornate pressochè normali, con una gran voglia, da parte del cannoniere serramazzonese, di dimostrare anche in Germania il proprio valore: tuttavia un normale allenamento lo poteva riprendere, insieme ai compagni di squadra, solo 2 giorni prima della partita d’esordio di campionato, in programma a Monaco di Baviera nella giornata di sabato 11 agosto 2007 contro l’Hansa Rostock, neo-promossa, tanto che si prospettava la possibilità che non venisse neppure convocato per l’incontro.

Invece, a sorpresa, era lì, con la sua nuova maglia rossa n.9, al centro dell’attacco bavarese, giocando altresì tutti i 90’, senza neppure essere sostituito dall’allenatore Ottmar Hitzfeld. Esordio clamoroso nella Bundesliga, tanto che, dopo soli 14’, segnava la prima rete del Bayern, su passaggio di Miroslav Klose, che avrebbe poi segnato una doppietta nella ripresa (3-0 il risultato finale). Oltre al gol, due occasioni fuori di centimetri con un palo esterno su un colpo di testa e tanto lavoro per la compagnia (14 passaggi giusti, tra sponde, appoggi, anticipi). E sentire un gruppo di “ultras” bavaresi intonare “Fratelli d’Italia” è già stato un benvenuto di rispetto per Luca Toni. “E’ andato tutto a meraviglia: gol, vittoria, bella partita, atmosfera eccezionale. Proprio una giornata perfetta…L’intesa con Klose funziona. Lui è un campione e non è egoista in gara. Anch’io sono così e ci troviamo bene”. Anche la stampa tedesca metteva in grande evidenza la prestazione del duo d’attacco, tanto che coniava il nuovo termine “KLONI” (dalla fusione di Klose e Toni) come “macchina da gol”. Inoltre definiva “magisch” (magico) Luca Toni che “centrava la rete con il suo primo tiro in porta” nella Bundesliga (“Luca Toni trifft mit seinem ersten Torschuss”).

La seconda partita vedeva i bavaresi impegnati nella difficile trasferta contro il Werder Brema: qui Luca guidava la squadra, con una sua grande prestazione, ad una clamorosa vittoria (4-1). Si procurava il rigore del primo gol, segnava il secondo (contropiede del nazionale turco Altintop sulla fascia destra con cross per Toni che stoppava a seguire di sinistro e, incrociando il tiro, batteva inesorabilmente il portiere dei “verdi” Tim Wiese) e procurava l’assist per il quarto gol.

Terza partita “dolce-amara” per Luca: “dolce” perché segnava il terzo gol del campionato e “amara” perchè si infortunava, cosicchè non poteva giocare il turno successivo e, soprattutto, doveva dare “forfait” per le due partite della Nazionale Italiana con Francia e Ucraina (qualificazione agli “Europei” del 2008).

Ripresosi dall’infortunio, tornava in gran forma: oltre che segnare le reti decisive nelle due partite del primo turno della coppa U.E.F.A. contro la squadra portoghese del……, tornava a segnare anche in campionato, portando il suo bottino personale, dopo otto giornate, a otto reti.

Giocava a Genova (13-10-2007) la partita contro la Georgia, valida per qualificazione ai Campionati Europei 2008: vittoria della Nazionale Italiana con reti di Pirlo e di Grosso, quest’ultimo servito, a 5’ dalla fine , da un perfetto “assist” di Luca.

La sera del 17-11-2007 la Nazionale Italiana giocava, a Glasgow, la partita decisiva per l’ammissione alla fase finale dei Campionati Europei 2008, in programma in Austria e in Svizzera, contro la Scozia. In una serata fredda e piovosa e davanti al meraviglioso pubblico scozzese, Luca Toni era presente alla guida dell’attacco azzurro e, con una sua grande prestazione unita a quella di tutta la squadra, giungeva una clamorosa vittoria (2-1), la prima ottenuta dalla Nazionale in terra di Scozia. Era proprio Luca ad aprire le marcature dopo appena 2’ deviando magistralmente in porta, con l’esterno del piede destro, un bel “assist” dalla sinistra di Di Natale e siglando così la sua 13^ rete in Nazionale; il capitano Ferguson pareggiava al 65’ e Panucci, al 91’, metteva al sicuro, con un preciso colpo di testa su punizione di Pirlo, risultato e qualificazione. “La Gazzetta dello Sport” dava 7 come voto a Luca, così motivandolo: “Terzo gol alla Scozia, un lavoro massacrante per allungare e far ripartire l’Italia, un incubo per tutta la difesa “tagliata” in verticale e in orizzontale. La maturità a 30 anni. Insostituibile”. Il “Corriere della Sera” dava 6,5 come voto: “Nemmeno il tempo di scaldarsi ed è già in gol (73” sono pochi), con una conclusione di punta, che non sarà esteticamente magnifica, ma che non perdona. Lotta su ogni pallone, per tenere su la squadra. Più forte e più solido degli scozzesi. Finisce esausto e sarebbe sorprendente il contrario”. Mario Sconcerti, sempre sul “Corriere della Sera”, così scriveva: “…La fortuna di Donadoni è stata semmai in questo tempo aver avuto un Toni che Lippi ha visto molto più raramente. Avesse giocato ai Mondiali come ha giocato a Glasgow, avremmo vinto evitando largamente supplementari e rigori, di sola forza. Questi pochi mesi in Germania sembrano averlo perfino completato, è più rapido, più sicuro di sé, un giocatore al massimo del proprio rendimento…” Infine, una curiosità: il quotidiano francese “L’Equipe” pubblicava, in prima pagina la mattina dell’incontro, una foto gigante di Luca Toni, con i titoli “Forza Italia. Per una volta saremo felici di vedere gli italiani vincere” (infatti, una vittoria italiana avrebbe matematicamente fatto qualificare anche la Francia per la fase finale degli Europei).

Per la Nazionale Italiana l’ultima partita di qualificazione per i Campionati Europei 2008, contro Far-Oer, era in programma allo Stadio “Alberto Braglia” di Modena (21-11-2007): partita importante sia per Modena, che ospitava per la prima volta una partita ufficiale della Nazionale, che per Luca Toni in quanto significava un ritorno, con la maglia “azzurra”, nella sua città e in quello stadio, seppur del tutto ristrutturato rispetto alla metà degli anni ’90, in cui aveva iniziato, da giovanissimo, la sua carriera vestendo la casacca giallo-blu dei “canarini” modenesi. Vittoria scontata dell’Italia (3-1), che concludeva in testa il suo girone di qualificazione davanti alla Francia, con il secondo gol messo a segno da Luca, dopo aver ben controllato un cross dalla destra e dopo una bella e potente semi-rovesciata, al volo, con il piede destro. “La Gazzetta dello Sport” ha dato, come voto, 7: “Per 45’ i palloni sono tutti per lui, figlio di questa terra che gli chiede un gol. Ci tenta, quasi ci riesce con un colpo di testa che Mikkelsen va a togliere dall’angolino, infine la mette dentro: 5° gol in 6 gare di qualificazione”. E lo stesso giornale così commentava: “Perché cercavano tutti Toni. O forse qui dentro, a casa sua, sembrava così più del solito. La prima botta, testa-fuori di tanto, è proprio sua, del modenese, quello che i compagni sanno (senza dirselo) di dover cercare un pizzichino più di sempre. Festa nel proprio salotto, questo hanno tutti in mente per Luca il Lungagnone. In curva c’è il “po-po-po-po-“ certo, nei distinti ci sono 1.600 bambini vestiti di giallo e di blu che formano le quattro stelle da campioni del mondo. Sono loro, per primi e con la vocina piccola così, a urlare il suo cognome, “To-ni, To-ni”. E lo stadio gli va dietro. Inizialmente timido, poi sempre più verso il su. Perché sempre più su ci va lui, Toni, verso quella consacrazione a casa che tredici anni fa non ci fu, quando lo allenava Mascalaito e qualche fischio pioveva. “E’ stato bellissimo ed emozionante segnare qui questa sera”, dice Toni, “lo sapete, ci tenevo. E per questo sono felice che sia successo”. E “La Gazzetta di Modena” così commentava: Quattro stelle per una stella…L’altra stella, la più attesa, è in campo: Luca Toni, non a caso nato a Stella. Un nome, un simbolo nel destino di un ragazzone cresciuto a borlenghi e crescentine che 13 anni fa debuttava con la maglia del Modena ad Alessandria. Anche quel giorno faceva un freddo cane al “Moccagatta”. Toni, allora 18enne promessa del Modena di Mascalaito, fece ammattire il suo marcatore, tal Farneti, che dopo 45’ provocò un autogol. Finì 1-1. Ieri sera, scherzi del destino, a spianargli la strada un altro autogol, sempre del suo marcatore, tal Benjaminsen, che, per anticipartlo, infila la palla nella porta sbagliata…Al 35’ aggancia un pallone e con una girata di destro firma il gol tanto atteso. Quello che fa esplodere il “Braglia”, un urlo dedicato a quel talento bistrattato e sottovalutato nel Modena scalcinato di metà anni ’90..Lui, il bomber di Stella, apprezza e ringrazia con un applauso…Al minuto 73 Donadoni concede la “standing ovation” a Toni, sostituito da Gilardino”.

Già protagonista nella Bundesliga, Luca diventa la luce per il Bayern anche in Coppa UEFA. Infatti, il 19 dicembre 2007, è protagonista assoluto della larghissima vittoria casalinga contro i greci dello “Aris” di Salonicco (6-0). Il bomber serramazzonese segna, infatti, i primi 4 goals (25’, 38’, 64’, 66’). Così il commento de “La Gazzetta dello Sport”: “E’ come se fosse estate, anche se mancano sei giorni a Natale, perché Luca Toni segna (4 gol, addirittura) e soddisfa nella maniera delle pregevoli esibizioni dei primi mesi tedeschi, e il Bayern corre e vince (6-0) come nell’euforia d’agosto o settembre. Sembra che faccia caldissimo, anche se la temperatura è di meno tre, per l’azzurro, continuamente abbracciato e coccolato nell’ultima esibizione dell’anno. La sua avventura in Baviera era partita con ovazioni a raffica, ma ultimamente risentiva la pesantezza di tanti impegni; contro l’Aris, Toni ritrova la gioia della rete persa con il Bayern il 10 novembre e gira l’annata a quota 17 centri (in 21 presenze). Risuona il “bello e impossibile” di Gianna Nannini, all’Allianz Arena e si sente anche lo speaker fare lo spiritoso, al momento del 4-0: “Una pizza quattro stagioni, prego”. Niente da fare, per il mondo restiamo sempre pizzaioli. Toni si augura buone feste, applaudito quasi come le signorine con il didietro scoperto, sbucate nell’intervallo da un pacco natalizio: “Quattro goals non li segnavo da quando ero piccolo. Questo è il miglior modo di finire l’anno”, spiega il giocatore riferendosi a se stesso e non alle pon pon girls”.

Nonostante i successi, Luca non dimentica le radici di casa sua: così è presente alla Santa Messa della notte di Natale, celebrata nella Chiesa Parrocchiale di Ligorzano di Serramazzoni, a tre Km. dall’ abitazione dei suoi genitori, a Stella.

Il 2008 vede Luca Toni diventare una vera “Tor maschine” (“macchina da gol”, come viene definito dai giornali tedeschi). Nella Bundesliga contribuisce alla netta vittoria del Bayern Monaco, che torna così a fregiarsi del titolo di Campione di Germania conquistandso altresì il diritto di partecipare alla prossima Champions League: per Luca Toni si tratta del primo scudetto vinto in carriera, una vera “perla”. Un’altra “perla” è data anche nella sua netta vittorria nella classifica dei marcatori, con ben 24 reti al suo attivo. La primavera vede letteralmente”sbocciare” il serramazzonese, che segna a raffica, mettendo incredibilmente a segno ben 4 doppiette in 4 partite consecutive! Tra queste da rimarcare quelle contro il Bayern di Leverkusen (17’, 59’) e quella nella trasferta di Francoforte (74’, 85’); L’ultima partita, giocata in trasferta contro l’Hertha di Berlino, lo vede, invece, autore di una …tripletta!

Pochi giorni prima del titolo della Bundesliga, Luca è determinante per i bavaresi anche nella conquista della Coppa di Germania, vinta, a Berlino, contro il Borussia di Dortmund (2-1): Luca apre le marcature al 12’, Petric pareggia al 92’ (sic!) ma Luca torna a segnare al 13’ del 1° tempo supplementare! Pierfrancesco Archetti così commentava su “La Gazzetta dello Sport”: “La differenza, rispetto al 9 luglio 2006, è che adesso il Presidente della Bundesrepublik, Horst Kolher, riesce a consegnare la coppa in maniera lineare, senza doverla lanciare perché assediato da giocatori scalmanati vestiti d’azzurro. Un italiano solo, stavolta, sul podio, ma che conta come la Nazionale. E’ Luca Toni con la quarta doppietta consecutiva (35 gol stagionali) a mettere in vetrina la 14^Coppa di Germania per il Bayern (2-1 ai supplementari sul Borussia Dortmund). Per lui è il primo trionfo a livello di club. Il primo Campione del Mondo che torna a Berlino, esce dall’Olympiastadion bagnato da un gavettone di birra:”Una vittoria fantastica, adesso voglio anche il Campionato e la Coppa UEFA”. La porta di destra deve essere stata benedetta da qualche santo italiano: nell’area dei rigori alla Francia, del gol del pareggio di Materazzi, l’azzurro del Bayern apre e chiude la finale. Nel primo tempo è al posto giusto su una discesa di Ribery per il tocco di destro del vantaggio. Per la quattordicesima volta determina l’1-0 del Bayern: il record è di Gerd Muller con 16. Nel primo supplementare trova il centro decisivo deviando una botta di Podolski….Quando Podolski (nel secondo tempo, n.d.r.) manca il raddoppio, con Kovac a salvare a porta vuota, il Bayern si schiaccia ancora di più nella propria area e nel secondo minuto di recupero viene meritatamente raggiunto. Mischia su calcio d’angolo, sinistro sporco di Petric che tocca le gambe di Lucio e Lahm prima di entrare in porta. A Dortmund credono nel colpaccio, ma non fanno i conti con la spietatezza di Luca Toni”. In totale, in Coppa di Germania, 3 sono state le marcature di Luca.

Il famoso proverbio “Non c’è 2 senza 3”, purtroppo, non si attua per i desideri di Luca; infatti il Bayern è clamorosamente eliminato, in semifinale, dalla squadrta russa dello Zenith di San Pietroburgo (1-1 a Monaco, con rigore di Ribery, e incredibile 0-4 a San Pietroburgo). Un vero peccato, anche perché ci sarebbe potuta essere una fantastica finale tra il Bayern e la Fiorentina (ex-squadra di Luca), con i “viola” anch’essi clamorosamente eliminati dagli scozzeesi del Rangers di Glasgow. Purtuttavia, da sottolineare la qualificazione in semifinale contro gli spagnoli del Getafe. A Monaco, il Bayern era stato costretto al pareggio (1-1) e, in terra spagnola, gli iberici erano passati in vantaggio (44’) con Contra: Ribery agguantava il pareggio all’89’ e si passava ai supplementari. Doppio vantaggio degli iberici (partita finita?) con Casquera (91’) e Braulio (93’), ma, anche in questo caso, non erano stati fatti bene i conti con la spietatezza di Luca Toni, che metteva a segno un’altra clamorosa doppietta al 115’ e al 120’ (incredibile!). I giornali tedeschi: “Due stars mondiali e molta fortuna” e “Questo duo franco-italiano è semplicemente di classe mondiale! I loro goals hanno fatto sì che i bavaresi passassero il turno con il Getafe. Sarebbe bello che il Bayern ne avesse di più di questa sorta di giocatori”. In totale, in Coppa UEFA, Luca Toni ha messo a segno 10 reti, risultando capo - cannoniere della manifestazione insieme a Pavel Pogrebnjak.
Come bilancio della stagione 2007-2008 nelle fila della squadra bavarese, Luca Toni ha messo a segno, in partite ufficiali, 37 reti!

L’intervista su BILD del 16-5-2008
Il 16-5-2008 è comparsa, sulle pagine sportive del noto quotidiano tedesco “Bild”, un’intervista a Luca Toni, firmata da Jorg Althoff e Felix Seidel.
Titolo: Luca Toni in esclusiva per il “Bild”
I GOALS E L’AMORE SONO LE COSE PIU’BELLE CHE DIO CI ABBIA DATO
Luca Toni (30) conquistatore dei cuori delle donne! Re dei cannonieri! Doppio vincitore grazie alle sue 36 reti. Arriva sulla terrazza dell’ Hotel “Bayerischer Hof” 20 minuti prima dell’ora concordata per l’intervista esclusiva per il “Bild” e parla con ammirevole cordialtà.
Signor Toni, cosa trasmette più emozioni: l’Amore o i goals?

(sorride compiaciuto) Sia fare l’amore che tirare il pallone in rete dà forti emozioni, penso che siano le cose più belle che Dio ci abbia dato.
Lei è avido di goals?
Si può dire di sì. Come attaccante si vive per i goals. SE non segno per lungo tempo, mi sento male. Mi manca qualcosa.
Il suo incredibile numero di reti può essere ancora migliorato la prossima stagione?
Devo sentire se Ribery in futuro è disposto a farmi ancora qualche passaggio. Allora forse si può dare ancora qualcosa di più. Tutti i miei goals sono merito della mia squadra, il risultato della loro prestazione. In generale si può sempre migliorare.
Lei è un tipico esecutore. Anche per questo viene paragonato al bomber Gerd Muller…
Lui è una leggenda! Il confronto mi riempie di orgoglio, ma ha segnato così tanti goals nel corso degli anni. Mi vedo lontano da lui anni-luce.
Ma senza le sue reti il Bayern non avrebbe raggiunto questo doppio risultato. Si farà ora un tatuaggio come dopo il Titolo Mondiale del 2006?
(Toni indica la scritta “Berlino 2006” sulla parte superiore del suo braccio sinistro) Veramente non mi piacciono i tatuaggi, ma allora avevamo giurato che, se fossimo diventati Campioni del Mondo, ci saremmo fatti tatuare. Non l’avevo previsto! Forse ce ne potrà essere un altro in futuro, ma per un avvenimento decisamente molto importante…come la vittoria in Champions League.
Il Bayern può vincere la categoria regina la prossima stagione, con l’allenatore Jurgen Klinsmann?
Siamo una buona squadra. Forse mi sbaglio, ma potremmo vincerla. Credo però che ci sia bisogno di 16, 17 calciatori che giochino tutti ad un livello molto alto.
Perché?
La Bundesliga la dobbiamo sempre vincere; ci si aspetta che il Bayern lo faccia. Oltre a ciò viene ora la Champions League. Jurgen Klinsmann deve dire di cosa ha bisogno.
Il Bayern ha bisogno di un successore di Kahn come guida. Un “capitano”, come Klinsmann ha già detto alla nazionale tedesca usando la parola italiana. Giusto?
Altri giocatori, che sono nel Club da più tempo, hanno maggior diritto alla fascia, ma se la squadra volesse questo e l’allenatore me lo chiedesse, accetterei.
Lei parla spesso italiano con il Presidente del Bayern, Rummenigge. Gli chiede dei consigli?
Parliamo soprattutto del calcio italiano con il quale ha ancora uno stretto rapporto. Ovviamente mi chiede:”Cosa ne pensi e come giudichi i giocatori?”.
Com’è la situazione? Lei telefona spesso al suo compagno di nazionale Gennaro Gattuso, che il Bayern vuole acquistare dal Milan.
(ride e chiede in tedesco) Chi è Gattuso?
Lei vorrebbe due connazionali al Bayern!
Ci sono validi giocatori italiani che ci potrebbero rafforzare dal punto di vista tecnico e tattico. La componente personale sta nel fatto che io potrei parlare più spesso nella mia lingua. Ovviamente studio tedesco, ma è difficile e ho bisogno ancora di tempo per potermi esprimere bene.
Nonostante tutto, qui si sente come a casa?
Mi sento indubbiamente bene. Ci sono così tante abitdini tedesche che a noi italiani farebbe bene imparare: la precisione, la puntualità, l’obiettività. Mi piacerebbe essere un po’ più tedesco. I tedeschi sono, per certi aspetti, molto meglio di noi italiani.
E in cosa non lo sono?
Nelle vacanze. Non se le sanno godere! Incredibile! Dopo che si è sgobbato per un’intera stagione, si può fare anche un po’ di casino quando tutto è finito. E’ giusto! Questo dovete ancora impararlo da noi.
Vuol dire che ha invitato l’intera squadra nel suo stabilimento balneare a Cervia, sull’Adriatico?
Sì, devono venire tutti. IL Direttore Uli Hoeness potrebbe pagare i biglietti aerei, al resto ci penso io. Giochiamo a calcio-tennis in spiaggia, poi facciamo una buona mangiata e andiamo in discoteca. Molti giocatori italiani si ritrovano a Cervia, siamo tutti amici. Una giornata di mare passata in questo modo mi fa rinascere la gioia di vivere.
Ha in comune con Ribery questa allegrea leggerezza. Allora, solo in apparenza, siete una coppia estremamente mal assortita…
Siamo veri amici, passiamo molto tempo insieme, mangiamo spesso insieme. Sapevo che era un giocatore forte, ma non avrei mai pensato che ci intendessimo così tanto anche in privato. Tra l’altro, parla un buon italiano ma con un accento strano.
Cosa lega il campione del mondo italiano al francese vice-campione del mondo?
La nostra origine ci accomuna. Io ho iniziato a giocare ad alto livello solo a 27-28 anni. Da giovane giocatore mi sono trovato molte volte realmente nel fango, volevo lasciar perdere tutto. Franck ha dovuto sgobbare per un periodo come stradino. Siamo giovani normali che sanno che la vita può essere molto dura, perciò cerchiamo assolutamente di mantenere questo livello. Assaporiamo questo momento fortunato. Abbiamo un gran senso della famiglia. Queste cose ci uniscono.
Ribery è mussulmano e lei è cattolico. Lei prega prima delle partite e come?
(ride) Prego Franck di passarmi la palla! Ma, scherzi a parte, la fede mi aiuta molto nella vita. Sono credente, tuttavia, a causa della mia professione, non riesco ad andare spesso in chiesa.
Che mestiere ha realmente imparato?
Mio padre faceva l’imbianchino. Per un periodo mi ha portato con sè al lavoro, ma ha smesso in fretta. Mi ha detto: rimani pure a casa, fai solo dei danni. Però mi ha pagato.
Per che cosa?
Per i goals! Quando ero giovane prendevo 10.000 lire a rete, erano circa 5 euro di oggi. In aggiunta, ricevevo 25 euro al mese come paghetta. Se mi volevo permettere qualcosa, allora dovevo segnare molti goals. Ma ero fortunato: non spendevo quasi niente perché di solito andavo in giro con gli amici di Andrea, mio fratello maggiore. Erano molto gentili con me, mi invitavano spesso. Solo “fastidioso” che oggi me lo ricordino sempre e devo continuamente sdebitarmi (sorride)
Ha conosciuto la sua fidanzata Marta quando aveva 20 anni. Lei ha dichiarato: “A quel tempo era un perdente”. Quanto è importante Marta per il suo successo?
Fondamentale. Senza una forte personalità accanto non è possibile avere una grande carriera. Quando ci siamo messi insieme sedevo sulla panchina in serie C. Posso essere sicuro che mi ama come uomo e non per il mio successo.
Non è gelosa adesso, che è costantemente ammirato da così tante donne?
Siamo entrambi gelosi, ma non eccessivamente. Lei non perde la testa se una donna mi guarda. Scherziamo su questa cosa. Marta dice spesso: “Là c’è una che non ti toglie gli occhi di dosso. Va a fare una foto con lei. Viceversa molti uomini guardano Marta. Per noi è bello stare con qualcuno che è ammrato anche dagli altri. Altrimenti non potremmo vivere insieme.
Vuole dei figli?
Sì, noi vorremmo creare una famiglia, ma solo dopo la mia carriera. Io voglio vivere e svegliarmi con i miei figli. In questo momento non sarebbe proprio possibile. Sono continuamente in viaggio.
E il matrimonio? Marta si sposerebbe volentieri a Monaco?
Potrebbe essere tra 6 mesi o anche tra 3 anni, ma certamente non a Monaco.
Perché no?
(sorride) I miei genitori Mara e Giancarlo non potrebbero esserci. Non hanno nessuno che si occuperebbe di Luna, il nostro pastore tedesco.

CAMPIONATO EUROPEO 2008 (AUSTRIA - SVIZZERA)

L’ultimo impegno per la stagione 2007-2008 ha visto Luca impegnato con la Nazionale Italiana, guidata da Roberto Donadoni, nel Campionato Europeo svoltosi sui campi di gioco di Austria e Svizzera. “Punta” inamovibile dell’attacco azzurro, molte speranze erano riposte sul serramazzonese, specie dopo le brillantissime prestazioni avute in Germania nelle fila del Bayern di Monaco: forse perché “spremuto” sia dal pun to di vista psicologico (moltissime attese erano fondate su di lui, sia dai tifosi che dalla stampa internazionale) che, e soprattutto, da quello fisico (tante sono state le partite disputate nel corso della stagione precedente), il rendimento di Luca non è stato quello pari alle attese, facendo così che la Nazionale, anche per prestazioni deludenti di molti altri giocatori, non potesse superare i “quarti di finale”, battuta dalla Spagna, poi Campione Europeo, dopo i calci di rigore. Un assai mesto “zero” nella classifica dei marcatori va a testimoniare tutto questo: maanche la “dea bendata” non è stata per nulla dalla sua parte (lo si vedrà in seguito).

BERNA (9-6-2008): OLANDA – ITALIA 3 – 0
Marcatori: Van Nistelrooy al 26’, Sneijder al 31’, Van Bronckhorst al 79’
Come si può evincere dal risultato finale, l’Italia è stata nettamente battuta, senza scusanti, dagli “oranges” olandesi. La “Gazzetta dello Sport” ha dato 5 come voto a Luca Toni: “Per essere solo, è solo; Di cross neanche a parlarne Però anche lui è il cugino lontano del centravanti del Bayern; non si libera mai di Ooijer, di testa è impreciso e fallisce anche sottoporta”. Alla fine ha dichiarato: “Siamo partiti male, troppo rinunciatari nel primo tempo. Dobbiamo fare autocritica e pensare alla gara con la Romania”.

ZURIGO (13-6-2008): ROMANIA – ITALIA 1 –1
Marcatori: Mutu al 65’, Panucci al 66’
Si attendeva una prestazione “super” da parte di tutta la squadra: questa ha senz’altro giocato in modo pù positivo e più determinato rispetto alla partitra con l’Olanda, ma non sufficiente per battere gli ostici romeni. Tutto nel secondo tempo con Zambrotta che commetteva un grave errore (rapportato al suo valore e alla sua pluriennale esperienza internazionale) servendo, con un fiacco colpo di testa a rientrare verso Buffon, proprio il centravanti “viola” che non si lasciva sfuggire la favorevole aoocasione servitagli su “un piatto d’argento”. Per fortuna Panucci, su mischia in area romena, pareggiava subito dopo e San Buffon compiva uno dei suoi tanti miaracoli parando un rigoire a Mutu a pochi minuti dal termine. La “Gazzetta dello Sport” dava ancora 5 come voto a Luca Toni: “Gli arrivano mille palloni: quelli al millimetro sono pochissimi però anche lui fatica ad allungarsi oppure a spingere con più forza. Lotta, ma impreciso. E il gol regolare gliel’annullano, maledizione”.
Già, un altro gol annullato, e ingiustamente, in una partita molto importante, che poteva letteralmente sbloccare il giocatore: la maledizione dei gol regolari non convalidati è continuata, cosicché, dopo la rete annullatagli nel secondo tempo della finale mondiale di Berlino del 2006 con la Francia, è giunta anche questa nuova “mazzata” . Dispiacere tanto anche se certe decisioni arbitrali devono mettersi in conto; dispiacere ancora maggiore specie considerando che l’errore dell’arbitro Tom Henning Oevreboe è stato ufficialmente riconosciuto dalla U. E. F. A. che non farà più dirigere al norvegese squadre italiane e che lo stesso arbitro (annullato il gol su segnalazione dell’assistente Randen) ha ammesso: “C’è poco da discutere, ho sbagliato e l’ho detto anche alla commissione arbitrale dell’U.E.F.A.”.
Uscendo dallo stadio, Luca Toni si ferma davanti a un televisore che trasmette Olanda-Francia e assicura: “Tranquilli, segnerà due gol il mio amico Ribery”. Aggrappati ai gol degli altri, visto che i nostri attaccanti non sono stati capaci di farli: “E quando ci sono riuscito, il guardialinee me l’ha tolto. Avrebbe cambiato la partita. L’arbitro ha sbagliato anche sul rigore. Falli come quello di Panucci io ne ho visti almeno 5 o 6 nella loro area. I loro centrali mi stavano sempre addosso e mi ripetevo:”Se ha dato un rigore del genere, prima o poi lo dà anche a me”. Invece, niente. Siamo stai sfortunati, ma abbiamo giocato una grande gara, creando tantissimo. Speriamo che la parata di Gigi sia il segnale di una svolta. Finché c’è speranza, io ci credo”.

VIENNA (17-6-2008) ITALIA – FRANCIA 2 – 0
Marcatori: Pirlo (rig.) al 26’, De Rossi 67’
Buona partita dell’Italia nello scontro decisivo con i “cugini” francesi per l’accesso ai “quarti”: con questa netta vittoria, favorita anche da un grave infortunio occorso a Ribery dopo pochi minuti di gioco, gli “azzurri” hanno eliminato i transalpini dall’Europeo. Luca Toni non ha segnato neppure in questa occasione, anche se il rigore, poi trasformato da Pirlo, è stato tutto merito suo (grande controllo, al volo, in area francese, su lancio dello stesso Pirlo, e veniva atterrato, solo davanti al portiere, da Abidal: calcio di rigore ed espulsione del difensore francese). “La Gazzetta dello Sport” da dato 6,5 come voto a Luca: “Si procura il rigore, lotta davvero come un dannato, è sfortunato sul tacco che sfiora il palo. Ha sulla coscienza due errori clamorosi, è un po’ stanco. Ma da solo tiene impegnata una difesa”. Alla fine Luca era consapevole della sua partita tutta sostanza, e un po’ se ne compiaceva: “Sull’episodio del rigore penso di aver fatto una gran cosa. Ma importante è che ora siamo ai “quarti” e ce la giocheremo fino in fondo. Abbiamo subito tante critiche ma siamo un gruppo unito, non abbiamo mai avuto problemi interni”.

VIENNA (22-6-2008) SPAGNA – ITALIA 0 – 0 (4 – 2 dopo i calci di rigore)
120’ non sono stati sufficienti per designare la semifinalista; e dire che l’Italia (la Spagna, per le sue brillanti precedenti prestazioni culminate in tre nette vittorie nel girone di qualificazione, era data per favorita) ha avuto, specie nel secondo tempo, le sue brave occasioni per aggiuducarsi il match: purtroppo, in senso negativo, proprio Luca è stato protagonista quando, a circa 15’ dal termine, ha “rubato palla” a Grosso che, meglio piazzato su un cross dalla destra, avrebbe quasi sicuramente segnato. Decisivi poi gli errori dal dischetto di De Rossi e di Di Natale (ifallibili, purtroppo, gli spagnoli). “La Gazzetta dello Sport” dava 5 come voto a Luca: “Male: chiude l’Europeo a zero gol (se si esclude quello annullato con la Romania) e con una prestazione negativa. Un colpo di testa e poco più. Tanto impegno ma proprio non basta”.
Da notare che, a scopo scaramantico, per questo incontro, Luca si era fatto crescere i baffi: il nuovo look non ha portato fortuna. Alessandro Pasini, su “Libero”, così commentava: “Baffo, diciamolo, più che far calcio, ha sostenuto un lungo e scomposto match di wrestling contro Puyol e Marchena. A lui Donadoni, smarrito nel Danubio il libro degli schemi, ha chiesto quello che gli sceneggiatori chiedono sempre a Bud Spencer: entrare nel saloon e fare secchi tutti a schiaffoni, da solo. Bé, una volta sola Toni ha illuso di potercela fare, al 36’ del primo tempo, ma la sua palla colpita di testa ha impattato la spalla di Marchena. “Ma si può?”, si è chiesto Baffo con occhi sgranati come quelli di Schillaci secoli fa. Eh, purtroppo si può. Come si può, incredibilmente, cercare all’84’ la rovesciata e levare la palla buona a Grosso, che sembrava arrivare in rincorsa dal Destino, come due anni fa. Povero Baffo, 42 gol al Bayern e non sentirli, a secco in azzurro da 537 minuti, stanco e pure sfortunato, se è vero come è vero che il gol alla Romania era regolare”.


La Bundesliga 2008-2009 vedeva Luca Toni assente, per infortunio, nelle prime due partite del Bayern Monaco, conclusesi entrambe in parità. La prima vittoria giungeva alla terza giornata (4-1) nell’incontro casalingo contro l’Hertha di Berlino e Luca metteva a segno la prima rete.
Il 6-9-2008, a Larnaka (Cipro), partita d’esordio della Nazionale Italiana, condotta nuovamente in panchina da Marcello Lippi, nel girone di qualificazione per i prossimi Campionati del Mondo del 2010 in Sud Africa. Vittoria stentata degli “azzurri” (2-1) con doppietta di Di Natale (il decisivo al 92’!): Luca era nello “undici” di partenza ma è stato poi sostituito.
Ancora insoddisfacente la sua prestazione (ancora sostituito) nel successivo incontro tra la Nazionale Italiana e la Georgia, giocata a Udine il 10-9-2008: vittoria dell’Italia per 2-0 con doppietta del romanista De Rossi.
Ritorno nella Bundesliga dove, alla quarta giornata, i bavaresi erano in trasferta a Colonia: con Luca di nuovo gran mattatore (suoi i primi due goals e “assist” a Podolski in occasione della terza marcatura).
Il 17-9-2008 c’è stato l’esordio assoluto in “Champions League”, nell’incontro che il Bayern a disputato in Romania, contro i campioni della Steaua di Bucarest: vittoria dei bavaresi per 1-0 con rete di Van Buyten.
Il 20-9-2008 clamorosa sconfitta interna, nella Bundesliga: 2-5 contro il Werder Brema (Luca non ha segnato), seguita, una settimana dopo, dall’altra secca sconfitta (0-4) ad Hannover.
Nella seconda partita di “Champions League”, pareggio casalingo del Bayern (1-1) contro i francesi del Lione.
Terza partita della “Champions League” ancora in casa contro la Fiorentina e netta vittoria del Bayern per 3-0, con Luca ancora a digiuno di goals ma autore degli “assists” decisivi delle prime due reti (al (4’, sua deviazione aerea di Toni su Klose che, con un preciso diagonale, batte Frey e, al 26’, colpo vincente per Schweinsteiger). Luca Toni ha dimostrato di non essere ancora al meglio della condizione, anche se (da “La Gazzetta dello Sport”) “mette il naso, anzi la testa, in entrambi i goals del Bayern. Dolorante, ma vivo. Poi, al 10’ del secondo tempo, Klinsmann lo richiama in panchina inserendo Podolski. Sostituzione inevitabile. Per Toni i fischi dei tifosi viola. Che lo hanno sempre apprezzato come grande golaeador, ma che non lo hanno mai amato”. Alla fine, Luca dichiara: “L’importante era vincere. I fischi? E’ normale, anche se sono un po’ dispiaciuto. Cercheremo di fare una gran gara a Firenze”. Come voto finale della partita, sempre “La Gazzetta dello Sport” gli dà 6,5 come voto: “Fischiato, insultato e in condizioni fisiche incerte: in campo 55’, prevale in molti duelli sulla trequarti. Due reti passano dalla sua testa”. Dopo questa vittoria, il Bayern conduce nettamente il suo girone di qualificazione con 7 punti, seguito dal Lione (5), dalla Fiorentina (2) e dallo Steaua (1).
Un infortunio ha tenuto fermo Luca in alcune partite di campionato e nella partita di ritorno di Champions League a Firenze, dove il Bayern pareggio' (1 - 1) con la Fiorentina. Tornato in campionato l'8 -11-2008, tornava a segnare contribuendo alla vittoria (2-0) dei bavaresi contro lo Schalke 04. Luca si ripeteva dopo una settimana, segnando la prima rete del Bayern nel pareggio ( 2 - 2 ) di Moenchengladbach contro il locale Borussia.
Il buon momento ritrovato trovava conferma nella partita amichevole che l’ Italia disputava ad Atene contro la Grecia (19-11-2008): la squadra ellenica andava in vantaggio al 5’ del secondo tempo con Gekas, cui prontamente (dopo appena 4’) rispondeva Luca che, con un preciso colpo di testa su punizione battuta da De Rossi, infilava Tzorvas. Gol molto importante, in quanto interrompeva il lugo “digiuno dal gol” in Nazionale, che datava dal 6 febbraio 2008 (gol in Italia-Portogallo 3-1), dopo 724 minuti (9 gare e 9 mesi a secco). Questa di Luca rappresentava la sua 42^ presenza in Nazionale, raggiungendo Gigi Riva e Roberto Bettega. “La Gazzetta dello Sport” dava a Luca 6,5 come voto: “E’ finalmente arrivato il gol: di testa, prepotente, alla Toni. Qualche movimento impacciato c’è ancora, però siamo sulla strada giusta”. Luigi Garlando, sempre su “La Gazzetta dello Sport”, così commentava: “Il gol lo segna invece Luca Toni. In azzurro lo aspettava dal 6 febbraio; 9 mesi, una gravidanza. Toni, il centravanti che aveva la fortuna in tasca e, prima dell’Europeo, gli è rotolata fuori. Prima toccava la palla e finiva in rete, poi, di colpo, basta. Ha attraversato giugno come un incubo, ne è uscito come capro espiatorio, urlando:” Ce l’avete con me perché gioco all’estero!”. Grecia, terra di destini da rincorrere o da ribaltare. All’Europeo si era aggrappato alla scaramanzia: baffetti e niente interviste alla vigilia. Alla vigilia di Atene ha parlato serenamente e senza baffi. Come dire:”Ne vengo fuori da solo, senza magia”. Ieri Toni è saltato fino all’Acropoli e ha schiacciato in rete: 16° gol in azzurro, come Vialli, a 3 passi da Bettega, a 4 da Pablito, quello che ricorda Giuseppe Rossi. Un gol che lo introduce tra i primi 15 bombers azzurri di tutti i tempi: 42 presenze come Riva e Bettega. Terza rete consecutiva tra Bayern e Nazionale. Destino ribaltato, odissea finita. Itaca, terra di gol. Finalmente.
Sbarcato a terra, Luca Toni ha ringraziato Lippi che gli ha mostrato la rotta e ha dato una carezza a Gilardino, compagno di viaggio:”Quando ho segnato, i compagni mi hanno cantato buon compleanno, era passato quasi un anno dall’ultimo gol. Nove mesi, una gravidanza. E’ stato proprio un bel bambino…Sono contento che il mio gol sia servito a Lippi. Io al c.t. devo molto. Mi ha aiutato sempre e mi ha parlato molto quando ero in difficoltà. L’amarezza per l’Europeo resta, ma anche quando non segnavo, so di aver fatto il mio dovere al servizio degli altri. Ora aiutiamo Lippi a portrci al Mondiale. L a strada è giusta, il gruppo è bello. Amauri? Più attaccanti bravi ci sono, meglio é. Il numero 9 della Nazionale Campione del Mondo dev’essere il più forte. Ma non c’è solo Amauri. Altri stanno facendo bene. Mi risulta che vice-cannoniere del campionato, dietro a Milito, sia Gilardino”.
Tornato a giocare nella Bundesliga il 22-11-2008, Luca Toni andava ancora a segno, contribuendo alla larga vittoria dei bavaresi contro il “fanalino di coda” Cottbus.
E arrivava anche il primo gol in Champions League! Nell’incontro casalingo del 26-11-2008 contro la Steaua di Bucarest, vinto dal Bayern per 3-0, Luca segnava la seconda rete (le altre due da parte di un grande Klose). Si è trattata dalla quinta partita consecutiva in cui Luca è andato a segno!
La serie positiva è continuata pure nella trasferta del Bayern Monaco a Leverkusen: vittoria per 2-0 con reti di Toni e Klose. Sesta partita consecutiva in cui il serramazzonese è andato a segno e secondo posto in classifica, per il Bayern, staccato di tre punti dalla capolista.
Il 6-12 scontro diretto, a Monaco, con la capolista, il sorprendente Hoffenheim e vittoria dei bavaresi per 2-1, con altra rete decisiva da parte di Luca (settima partita ufficiale consecutiva in cui va a segno). Con questa vittoria il Bayern tornava in vetta alla classifica raggiungendo, a 34 punti, lo stesso Hoffenheim (a 31 punti il Bayer Leverkusen).
Dopo la trasferta di Lione, ultima partita del primo turno di Champions League, il Bayern Monaco concludeva il girone d’andata della Bundesliga, ultimo impegno prima della pausa natalizia, a Stoccarda: pareggio (2-2), con i bavaresi che si erano fatti rimontare, con altra rete di Luca Toni che raggiungeva quota 9 nella classifica per i cannonieri. Lo Hoffenheim era anch’esso costretto al pareggio casalingo (1-1) con lo Shalke 04, cosicché la classifica generale vedeva in testa, appaiate a 35 punti, il Bayern Monaco e lo Hoffenheim (quest’ultima virtualmente prima per maggior numero di reti segnate), seguite, a 33 punti, dall’Amburgo e dall’Hertha di Berlino.
La stagione 2008 - 2009 vedeva l'eliminazione del Bayern Monaco nei quarti di finale della Champions League battuto dal Barcellona ( 4 - 0 per i catalani a Barcellona e 1 - 1 nella partita di ritorno).
Nella Bundesliga i bavaresi terminavano al secondo posto, staccati di 3 punti dal sorprendente Wolsburg nel quale giocavano gli italiani Barzagli e Zaccardo, quest'ultimo nativo di Formigine (Modena).
Luca Toni era presente il 4-6-2009 a Serramazzoni per l'inaugurazione di un magnifico campetto in erba sintetica, a lui intestato e donato al Comune di Serramazzoni con i proventi che la F.I.G.C. aveva dato ad ogni calciatore facente parte della "rosa" nel vittorioso Campionato del Mondo 2006 di Germania. Presenti il Sindaco Sig. Luigi Ralenti, numerosi Assessori, Autorita' sportive, il Parroco Don Martino che ha benedetto l'impianto e una folta rappresentanza di scolaresche. Il campetto e' stato ufficialmente inaugurato da Luca con un simbolico calcio d'inizio di una partitella tra giovanissimi studenti.

L’inizio del campionato 2009-2010 nel Bayern Monaco è stato quanto mai tormentato per Luca, in quanto un infortunio estivo ha tardato la giusta preparazione e tardivo è stato l’arrivo in prima squadra: non soddisfacente il suo curriculum fino a dicembre 2009, come anche della squadra indietro in classifica, con saltuarie presenze e con appena 6 goals realizzati (una presenza anche in Champions League a Bordeaux, anche se poi i bavaresi giungevano secondi nel loro girone passando così agli ottavi di finale). Assai scarso anche il “feeling” tra Luca e l’allenatore Louis Van Gaal, che spesso lo teneva fuori squadra. Questa situazione, che avrebbe senz’altro compromesso anche la partecipazione ai Mondiali del Sud Africa, ha spinto Luca a tornare a giocare in Italia: alla fine di dicembre 2009 veniva così concluso il suo passaggio alla Roma, con presentazione ufficiale sabato 2 gennaio 2010. Su “La Gazzetta dello Sport” così commentava il 31 dicembre 2009 Stefano Boldrini: “Tornare a Roma (dopo che vi aveva già giocato con la “Lodigiani”) è il modo migliore per mettersi alle spalle gli ultimi mesi tribolati di Monaco e le incomprensioni con Louis Van Gaal. Toni prenderà la maglia n. 30 e sarà accolto a braccia aperte dai giocatori della Roma, in particolare dai campioni del mondo di Germania 2006. “Non posso dire nulla su quanto sta accadendo perché è un momento delicato, ma posso confermare che con Totti, De Rossi e Perrotta ho un ottimo rapporto. Con Totti la nostra amicizia va ben oltre il calcio”. Ranieri, l’allenatore giallorosso, ha parlato del nuovo centravanti davanti le telecamere di Roma Channel: “Luca Toni? Io sono come San Tommaso, fino a quando non lo vedo qui non credo, però posso dire che è il centravanti che mancava alla Roma. E’ un attaccante generoso, che fa salire bene la squadra e permette di valorizzare il gioco che si costruisce sulle fasce laterali. Avere uno come lui ci permetterà di sfruttare al meglio le palle alte. E’ una freccia in più nel nostro arco”…Un gesto di classe: il Bayern Monaco ha salutato Luca Toni con un messaggio firmato dal presidente Uli Hoeness e pubblicato ieri sul quotidiano tedesco “Muenchner Merkur”. “Auguro a Luca Toni le migliori fortune per il ritorno in Italia. Spero possa disputare un ottimo girone di ritorno nella Roma e segnare molti gol, in modo da ritagliarsi uno spazio ai Mondiali in Sudafrica e che firmi un buon contratto”. Le parole di Hoeness confermano quanto è stato detto e scritto nei giorni scorsi: Toni lascerà a Monaco un ottimo ricordo. I numeri sono eloquenti: 86 partite e 58 gol, capocannoniere della Bundesliga con 24 reti nella stagione 2007-2008. Numeri importanti di un giocatore che, nella sua ormai lunga carriera, ha firmato qualcosa come 224 gol. Parole al miele anche da parte di un ex-compagno di squadra di Toni ai tempi del Bayern, il campione del mondo Massimo Oddo: “Con Toni la Roma è fortissima”. Mazzone, il vecchio maestro di Toni ai tempi del Brescia, nella sua genuinità “romanesca” ha invece detto la sua in modo sin troppo chiaro: “Ahò, la Roma mica ha preso pizza e fichi. Toni è un grande”.
L’esordio in campionato è avvenuto a Cagliari il 6 gennaio 2010: con la Roma in vantaggio 2-0, Luca è stato messo in campo negli ultimi 15’, giusto in tempo per assistere all’inopinato pareggio del Cagliari, con due gol nei minuti di recupero.
Il 10 gennaio 2010 vittoria della Roma (1-0) sul Chievo (gol di De Rossi al 1’), con buona prestazione di Luca che, nel secondo tempo, si procurava un netto calcio di rigore, essendo stato atterrato fallosamente in area dopo un’azione travolgente sulla sinistra: rigore poi fallito da un compagno di squadra.
Il 17 gennaio 2010, nell’incontro casalingo contro il Genoa, netta affermazione della Roma per 3-0, con una doppietta di Luca Toni, che segnava il secondo gol dei giallorossi allo scadere del primo tempo e che ne segnava uno al 15’ del secondo tempo con un magnifico colpo di testa, su punizione di Vucinic, superando in altezza tutta la difesa rossoblu. Su “La Gazzetta dello Sport” meritava il voto di 7,5 come miglior giocatore romanista: “Doppietta in stile vecchi tempi. Mezzo voto in meno per due (piccoli) errori sotto porta frutto solo di ruggine. Lippi può già fregarsi le mani”. Sullo stesso giornale “…tifo impazzito per Luca Toni…al 45’ del primo tempo Super Toni tende l’orecchio e ascolta il boato della curva. E uno. “Me l’ero proprio immaginato così: gol e orecchio sotto la Sud. E’ stato emozionante”…Mezz’ora dopo (compreso l’intervallo), se possibile il boato è ancora più forte, da Sud a Nord, sotto l’altra curva è Toni-doppietta”. Alcuni brani tratti dall’articolo di Germano Bovolenta, sempre su “La Gazzetta dello Sport” “Luca Toni va in Germania…E piace e fa molti gol e beve birra. La Bild lo esalta: “Questo è l’italiano più amato e più simpatico”. Vince molti tituli…conquista la fiducia di 20 milioni di tifosi del Bayern Monaco…Poi in Germania arriva Louis Van Gaal e il Toni pieno di colori (rosanero, azzurro, viola, rosso tedesco) si sbiadisce. L’italiano più simpatico contro l’allenatore più antipatico.Ahi…Toni puoi andartene. Toni non serve al Bayern. Toni hai chiuso…Toni è maltrattato, soffre e chiede di tornare a casa. Lo chiamano dall’Inghilterra, lo vuole l’Inter, lui sceglie la Roma, Totti, De Rossi, Perrotta…Comunque, senza il Louis Van Gaal non ci sarebbe stato il rientro di Luca Toni in Italia. Ce lo ha rispedito e i romani, giallorossi o azzurri, ringraziano. Dankeschon, vecchio Louis. Grazie per aver restituito in tempo il vecchio Toni al calcio italiano. Doveva vederlo ieri, dopo il primo gol al Genoa. Un bambino felice. Con il suo dolce sorriso, con la sua antica gestualità. E poi doveva, caro Louis Van Gaal, essere lì al secondo gol di testa. Ah, che bellezza, che meraviglia…”.
Quando tutto sembrava andare per il verso giusto, ecco che arrivava un’altra “batosta”, rappresentata da un infortunio al ginocchio sx. sopravvenuto solo dopo 3’ dall’inizio della partita, a Torino, contro la Juventus (23-1-2010), vinta dai giallorossi per 2-1 (nella ripresa: Del Piero, Totti su rigore, e Rise al 93’).
Dopo l’infortunio subito la sera del 23 gennaio 2010 sul campo della Juventus, Luca è tornato a giocare nella partita di Livorno, terminata in pareggio (3-3). Luca ha messo a segno il secondo gol della Roma, con un colpo di testa sotto porta. “La Gazzetta dello Sport” gli ha dato, in pagella, un bel “7” con questa motivazione: “Sta tornando Lucagol. Riesce, da solo, a fare reparto”.
Quarto magnifico centro (controllo al limite dell’area e magnifico tiro basso e micidiale nell’angolino) nella vittoriosa partita (3-0) contro la Fiorentina.
La buona ripresa di Luca coincideva anche con l’ottimo momento della Roma che, guidata magistralmente da Ranieri, inallenava una serie impressionante di risultati positivi (quasi tutte vittorie) tali da riportar e i giallo-rossi in piena lotta per lo scudetto, cosa che sembrava assurda solo tre mesi prima, quando lo scudetto sembrava una faccenda limitata alla lotta tra l’Inter (gran favorita per un costante e cospicuo vantaggio di punti sulle dirette inseguitrici) e il Milan.
La Roma si inseriva così prepotentemente in attesa dello scontro diretto, all’Olimpico, con l’Inter previsto per sabato 27 marzo 2010. La Roma batteva l’Inter 2-1 e si portava a un solo punto dai nerazzurri, mentre i rossoneri erano a due punti dai giallorossi. Bellissima e intensa la partita dell’Olimpico con rete iniziale di De Rossi al 17’ del p.t., con pareggio di Milito verso il 21’ del s.t. e con rete decisiva di Luca Toni al 27’ del s.t.. La rete di Luca è così descritta nella “Gazzetta dello Sport”: “La Roma sembra in difficoltà, ma si rialza all’improvviso: Taddei cerca un improbabile tiro al volo, colpisce male, ma in questo modo serve Toni. Ottimo gesto tecnico del centravanti: stop, girata e palla nell’angolo”. Lo stesso giornale giudica Luca il migliore della Roma e, con un bel 7,5 in pagella, così commenta la sua prestazione: “Pizarro e De Rossi sono gli architetti, ma Toni è lì. Infaticabile, al posto giusto nel momento giusto: e se i centrali dell’Inter si dimenticano di lui, è vero che la botta del 2-1 è da centravanti di una volta. Fa sponda, apre spazi, tiene alta la Roma e avvisa Lippi”.
Altra superba prestazione nel vittorioso incontro (1-0) di Bari, con rete decisiva, al 19’ del primo tempo, di Vucinic che, su bellissimo assist di Toni (che controllava magnificamente, al limite dell’area, un lungo lancio di Totti), si incuneava nella difesa barese e segnava il gol-vittoria. “La Gazzetta dello Sport” dava a Luca 6 in pagella e così commentava la sua prestazione: “Esplosione di potenza. Per la gioia di Ranieri e, magari, di Lippi. Delizioso assist a Vucinic. Forse vorrebbe più lanci ma…Roma che vince non si tocca”.
Vittoria della Roma (2-1) nel derby con la Lazio, che andava in vantaggio nel primo tempo e sbagliava un calcio di rigore all’inizio del secondo. La Roma, con doppietta di Vucinic, ribaltava il risultato. Prova non esaltante di Luca, cui la “Gazzetta dello Sport” dava un voto di 5,5 con la seguente motivazione: “Peso, forza, gomiti larghi, tutto quello che vi pare, però Toni non tira mai ne “spizza” il pallone giusto. Volonteroso, ecco”.
Alla quart’ultima giornata pesante, e forse decisiva, sconfitta casalinga (1-2) contro la Sampdoria: Luca, sul risultato ancora di 1-1, entrava alla metà del secondo tempo. La Roma perdeva il comando della classifica, a due punti dall’Inter, svantaggio immutato anche con le due successive vittorie dei giallo-rossi (2-1 a Parma e in casa con il Cagliari), nelle quali Luca, a Parma, entrava nel secondo tempo e, a Roma, veniva sostituito da Taddei al 12’ del secondo tempo (nessun gol in queste partite). “Il Giornale”, nella partita con il Cagliari, dava a Luca un “5” in pagella: “Ha subito sui piedi il pallone buono ma la conclusione è pessima. Poi un colpo di testa non insidioso. Fa “mucchio” in area senza però essere pericoloso”:
Tra le partite con il Parma e con il Cagliari, la Roma perdeva, in casa, la finale della Coppa Italia (0-1) sempre con l’Inter, e anche in questa occasione Luca non era troppo brillante nella fase conclusiva.
L’11 maggio 2010 Marcello Lippi dava i nomi di 30 giocatori (da ridurre poi a 22) in lista per il Campionati del Mondo in Sud Africa: Luca Toni non figurava tra questi 30.

CARRIERA AGONISTICA

Stagione
Squadra
Serie Presenze Goal
1994-'95
MODENA  C1 9 3
1995-'96
MODENA  C1 25 5
1996-'97
EMPOLI B 3 1
1997-'98
FIORENZUOLA  C1 26 2
1998-'99
LODIGIANI  C1 31 15
1999-'00
TREVISO B 35 15
2000-'01
VICENZA
A
31
9
2001-'02
BRESCIA
A
28
13
2002-'03
BRESCIA
A
16
2
2003-'04
PALERMO
B
43
30
2004-'05
PALERMO
A
35
20
2005-'06
FIORENTINA
A
38
31
2006-'07
FIORENTINA
A
26
16
2007-'08
BAYERN MUNICH
A
32
24
2008-'09 BAYERN MUNICH
A
28
12
DIC. '09 BAYERN MUNICH
A
4
0
GEN. '10
ROMA
A
16
5

PARTITE IN NAZIONALE "A"

FINO AL 21-06-2009
47 presenze
16 goals

Con 47 presenze occupa il 46° posto nella graduatoria delle presenze assolute di tutti i tempi.
Con 16 goals occupa il 14° posto nella classifica dei marcatori in Nazionale

PARTITE IN NAZIONALE "A" : CRONOLOGIA

Data
Citta'
Partita Reti Validita'
18-08-2004
Reykjavik
Islanda - Italia 2 - 0
-
Amichevole
04-09-2004
Palermo
Italia - Norvegia 2 - 1
1
Qual. Mondiali 2006
08-09-2004
Chisinau
Moldavia - Italia 0 - 1
-
Qual. Mondiali 2006
09-10-2004
Celje
Slovenia - Italia 1 - 0
-
Qual. Mondiali 2006
17-11-2004
Messina
Italia - Finlandia 1 - 0
-
Amichevole
26-03-2005
Milano
Italia - Scozia 2 - 0
-
Qual. Mondiali 2006
30-03-2005
Padova
Italia - Islanda 0 - 0
-
Amichevole
04-06-2005
Oslo
Norvegia - Italia 0 - 0
-
Qual. Mondiali 2006
08-06-2005
Toronto
Italia - Serbia Mont. 1 - 1
-
Amichevole
11-06-2005
New York
Italia - Ecuador 1 - 1
1
Amichevole
03-09-2005
Glasgow
Scozia - Italia 1 - 1
-
Qual. Mondiali 2006
07-09-2005
Minsk
Bielorussia - Italia 1 - 4
3
Qual. Mondiali 2006
08-10-2005
Palermo
Italia - Slovenia 1 - 0
-
Qual. Mondiali 2006
12-11-2005
Amsterdam
Olanda - Italia 1 - 3
1
Amichevole
16-11-2005
Ginevra
Italia - Costa d'Avorio 1 - 1
-
Amichevole
01-03-2006
Firenze
Italia - Germania 4 - 1
1
Amichevole
31-05-2006
Ginevra
Svizzera - Italia 1 - 1
-
Amichevole
02-06-2006
Losanna
Italia - Ucraina 0 - 0
-
Amichevole
12-06-2006
Hannover
Italia - Ghana 2 - 0
-
Mondiali 2006
17-06-2006
Kaiserslautern
Italia - Stati Uniti 1 - 1
-
Mondiali 2006
26-06-2006
Kaiserslautern
Italia - Australia 1 - 0
-
Mondiali 2006
30-06-2006
Amburgo
Italia - Ucraina 3 - 0
2
Mondiali 2006
04-07-2006
Dortmund
Germania - Italia 0 - 2
-
Mondiali 2006
09-07-2006
Berlino
Italia - Francia 1 - 1
(6 - 4 : calci di rigore)
-
Mondiali 2006
07-10-2006
Roma
Italia - Ucraina 2 - 0
1
Qual. Europei 2008
11-10-2006
Tbilisi
Georgia - Italia 1 - 3
-
Qual. Europei 2008
28-03-2007
Bari
Italia - Scozia 2 - 0
2
Qual. Europei 2008
22-08-2007
Budapest
Ungheria - Italia 3 - 1
Amichevole
13-10-2007
Genova
Italia - Georgia 2 - 0
-
Qual. Europei 2008
17-11-2007
Glasgow
Scozia - Italia 1 - 2
1
Qual. Europei 2008
21-11-2007
Modena
Italia - Far Oer 3 - 1
1
Qual. Europei 2008
06-02-2008
Zurigo
Italia - Portogallo 3 - 1
1
Amichevole
26-03-2008
Elche
Spagna - Italia 1 - 0
-
Amichevole
30-05-2008
Firenze
Italia - Belgio 3 - 0
-
Amichevole
09-06-2008
Berna
Olanda - Italia 3 - 0
-
Europei 2008
13-06-2008
Zurigo
Romania - Italia 1 - 1
-
Europei 2008
17-06-2008
Zurigo
Italia - Francia 2 - 0
-
Europei 2008
22-06-2008
Vienna
Spagna - Italia 0 - 0
(4 - 2 : calci di rigore)
-
Europei 2008
06-09-2008
Larnaka
Cipro - Italia 1 - 2
-
Qual. Mondiali 2010
10-09-2008
Udine
Italia - Georgia 2 - 0
-
Qual. Mondiali 2010
11-10-2008
Sofia
Bulgaria - Italia 0 - 0
Amichevole
19-11-2008
Atene
Grecia - Italia 1 - 1
1
Amichevole
10-02-2009
Londra
Brasile - Italia 2 - 0
Amichevole
10-06-2009
Atteridgeville
Italia - Nuova Zelanda 4 - 3
Amichevole
15-06-2009
Pretoria
Stati Uniti - Italia 1 - 3
Confederation Cup
18-06-2009
Johannesburg
Egitto - Italia 1 - 0
Confederation Cup
21-06-2009
Pretoria
Italia - Brasile 0 - 3
Confederation Cup