La "Bergonzi"

Macchina interamente costruita a Pavullo, quasi senz'altro tra il 1930 e il 1931, porta il nome del suo progettista, l'Ing. Bergonzi, che era pure Capitano dell'Aeronautica. Due suoi collaboratori, che fungevano pure da piloti della vettura, erano pavullesi: il Sig. Mario Ferrari, nato nel 1902 e capo-officina delle Autolinee "Macchia", e il Sig. Giovanni Ruggeri.

La carrozzeria, fatta interamente a mano, era opera del famoso carrozziere modenese Erasmo Campana ("Tàgia").

Il motore, tedesco, era di derivazione motociclistica, di circa 500 cc. di cilindrata, raffreddato ad aria, con trasmissione a catena sulla ruota posteriore destra. Con stile aeronautico, era collocato ai lati del posto guida, il cui sediolo, sulla destra, era posto leggermente in avanti rispetto a quello del passeggero. La messa in moto era data da una leva, che agiva con un meccanismo tipo "compressione": dopo 12 "mandate", la 13^ era quella che determinava l'avviamento.

La vettura partecipò al "Giro delle Tre Provincie" del 1931: nulla si sa sul comportamento della vettura in quella sua unica partecipazione corsaiola.

Le allegate 4 fotografie documentano la "Bergonzi" nello spiazzo della vecchia pesa pubblica (sotto l'attuale pista di scattinaggio dei Cappuccini): la vettura è presa nelle diverse proiezioni. Dei 3 protagonisti succitati, l'Ing. Bergonzi è quello in piedi. Molto interessante la vista anteriore perché si vede, nello scorcio in profondità, come era la Pavullo di allora.